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Mellon: medium cap, interessanti ma non più sottovalutate

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Daniel Le Van, gestore di uno dei migliori fondi azionari della categoria -il Mellon Small Cap Euroland Portaolio- afferma che il rally delle medium cap si spiega col fatto che questa categoria di titoli sono stati sensibilmente sottovalutati dopo la fine degli anni ’90

Secondo il gestore Daniel Le Van, i titoli di aziende a media capitalizzazione dovrebbero essere sempre parte di un portafoglio bilanciato dal momento che hanno una limitata correlazione con le società di grandi dimensioni e costituiscono quindi un valido strumento di diversificazione. Tuttavia, Le Van ritiene che dopo sei anni di relativa sovraperformance rispetto alle aziende a larga capitalizzazione, le aziende a media e piccola capitalizzazione non possano essere più considerate convenienti dal punto di vista delle valutazioni. Le valutazioni dei titoli azionari a media e piccola capitalizzazione, che erano ben lontane dalla media di lungo periodo nel momento del culmine dell’entusiasmo per i titoli del settore hi- tech, media e telecomunicazioni, hanno adesso raggiunto o appena superato la loro valutazione media rispetto ai titoli a larga capitalizzazione. Guardando al passato, il rally delle aziende a media e piccola capitalizzazione è stato significativo per durata e intensità, non solo in Europa ma in tutto il mondo.

Il rally si spiega col fatto che le aziende a media e piccola capitalizzazione sono state sensibilmente sottovalutate dopo la fine degli anni ’90, quando l’attenzione si è concentrata sui titoli delle aziende a larga capitalizzazione. Dal 2000 i titoli di aziende a media e piccola capitalizzazione hanno cominciato ad avvicinarsi ad aziende a larga capitalizzazione concorrenti. Per fare un esempio, nel 2001 le aziende a media e piccola capitalizzazione europee erano scambiate a sconto del 50% rispetto alle aziende a larga capitalizzazione. Secondo Le Van, oggi questa differenza si va attenuando.

Il gestore sostiene che il sostegno al rally sia stato fornito dall’intensa attività di fusioni ed acquisizioni, stimolata dalle basse valutazioni e dall’accresciuta tendenza ai buy back azionari, prima irrilevante in Europa. Inoltre, la permanenza dei tassi di interesse su livelli vicini ai minimi storici ha consentito a molte società di rifinanziare il proprio debito a costi favorevoli.

In questo momento Le Van è molto incoraggiato dai report sugli utili che riceve dal settore delle aziende a media e piccola capitalizzazione e vi vede molte opportunità. Benché non siano sottovalutate, vi sono molte società in settori di nicchia che restano interessanti, indipendentemente dalle condizioni economiche del paese di appartenenza. In Germania, per esempio. ‘ Se non avessimo ritenuto che il nostro modello di stock picking dovesse basarsi su fattori macroeconomici, probabilmente non avremmo pensato alla Germania come un posto ideale per trovarvi delle opportunità. Tuttavia, una delle nostre migliori scommesse è stata Puma. La società ha enormemente contribuito alla performance del comparto negli ultimi anni, e rappresenta un esempio di come l’attenzione a specifiche dinamiche societarie piuttosto che a fattori di carattere macroeconomico possa portare ad investimenti di successo ‘, sostiene Le Van. Infine, le Van crede che la combinazione di un’accurata ricerca e di un’esecuzione disciplinata sia essenziale per sfruttare al meglio le migliori opportunità offerte nell’area euro.

Il manager adotta un processo di investimento che pone l’accento su una selezione di tipo bottom up dei titoli azionari, utilizzando una combinazione di tecniche di ricerca fondamentale e quantitativa. L’allocazione a livello di paese e di settore è frutto della selezione dei titoli e non costituisce parte determinante del processo di investimento. In linea con questa strategia, il peso di ogni singolo paese o settore non si discosta da quello del benchmark di oltre il 2%. Fra gli esempi migliori di stock picking vi è la società petrolifera italiana Erg, che rientra nella top holding. Positiva è stata anche Corterfiel, società spagnola che opera nel settore consumi, con impianti di produzione in Spagna, Marocco e Ungheria. Un altro esempio di successo è quello del gruppo industriale francese Vallourec, leader a livello mondiale nella produzione di tubi d’acciaio per specifiche applicazioni industriali, compresi impianti di produzione di petrolio e l’industria del gas.A cura di www.fondionline.it