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Meeting Opec: Iran e Arabia ancora divise su taglio produzione, possibile un accordo di bassa qualità

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Le divergenti posizioni tra Arabia Saudita e Iran rischiano di far fallire il delicato vertice Opec in programma oggi. Il rischio è che si arrivi a un accordo di ripiego senza riuscire a tagliare i liveli produttivi in maniera consistente. Ieri le quotazioni del petrolio sono scese di quasi il 4% proprio sulle negative attese per l’esito del vertice odierno, mentre oggi il prezzo del Wti segna un rimbalzo di oltre l’1% a quota 45,8 dollari al barile.

Posizioni ancora distanti, ma arriva qualche segnale di convergenza
Il meeting ufficiale si terrà tra mezzogiorno e le 16, ma sarà preceduto da un incontro informale in mattinata. “Ci sarà un accordo”, ha dichiarato un delegato iracheno all’arrivo alla sede dell’incontro odierno a Vienna. Secondo le ultime indiscrezioni riportate questa mattina da Bloomberg un possibile accordo tra i 14 membri dell’OPEC, che rappresentano un terzo della produzione mondiale, sarebbe di tagliare la produzione a 32,5 milioni di barili al giorno dal loro livello di ottobre di 33,6 milioni con gli ultimi colloqui tra i rappresentanti di Iran e quelli di Algeria e Venezuela che avrebbero smussato le distanze.

A tenere banco sono soprattutto le divergenti posizioni tra Iran ed Arabia. L’Iran mantiene ferma la sua posizione di non volere effettuare tagli ai suoi livelli produttivi, mentre l’Arabia Saudita insiste affinché anche Teheran si renda disponibile a volgere un ruolo significativo in qualsiasi accordo. “Apparentemente il primo non è disponibile ad un taglio alla propria produzione che la seconda gli vuole invece imporre – rimarca Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners – e ormai si comincia a temere un accordo di bassa qualità nella migliore delle ipotesi. In caso di fallimento, la discesa dell’oil potrebbe essere significativa nel breve“.
Inoltre, ieri sarebbe pervenuta una richiesta scritta dell’Iran al Opec in cui si sollecitava l’Arabia Saudita di tagliare la produzione di oltre 1 milione di barili al giorno (BPD), molto di più di quanto Riyadh sia disposto a offrire.