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Meeting Fed: tra turbolenze e nuovi membri votanti

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Stasera si conclude la prima riunione 2016 della Federal Reserve. Un meeting che avrebbe dovuto essere interlocutorio ha assunto importanza in seguito all’incremento della volatilità e dei dubbi sulla tenuta dell’economia globale nel primo mese dell’anno. Attenzione, quindi, al comunicato ufficiale.

La prima riunione della Federal Reserve nel nuovo anno non porterà cambiamenti nella politica monetaria. Ed è molto probabile che il comunicato ufficiale non si sbilanci sul sentiero  che seguiranno i tassi di interesse nel corso del 2016. Tenersi aperte tutte le porte sembra essere la strategia migliore in questo momento. In assenza di conferenza stampa, tuttavia, sarà proprio il documento del meeting a essere scrutinato con estrema attenzione. Alla ricerca di indicazioni su ciò che i banchieri centrali pensano delle ragioni alla base dell’elevata volatilità dell’ultimo mese. “Parlare di tre o quattro rialzi dei tassi di interesse nel 2016 – spiega in un commento Michael Hewson, chief market analyst di CMC Markets Uk – sarebbe un approccio ragionevole se l’economia si stesse surriscaldando, ma non lo sta facendo”. Inoltre sul tavolo ci sono temi come il rafforzamento del dollaro, le turbolenze nei mercati emergenti, l’economia cinese, la restrizione nel mercato del credito, la volatilità sui mercati finanziari. “Solo poche settimane fa – riprende Hewson – il presidente della Fed di Atlanta Dennis Lockhart aveva sminuito questi problemi e il rischio di contagio“. 
Tuttavia questi temi sono ancora sul tavolo e stanno diventando qualcosa di più di un problema temporaneo, pertanto parlare ora di tre o quattro rialzi dei tassi “è una pia illusione”. La Fed non si sbilancerà come ha già fatto il mercato. Secondo le rilevazioni di Bloomberg oggi il consensus la quota degli analisti che sconta un rialzo dei tassi supera il 50% solo per la riunione di settembre. “Uno dei falchi della Federal Reserve, il presidente della Fed di St Louis James Bullard, ha sottolineato il declino in corso delle aspettative di inflazione. Le aspettative a 5 anni sui prezzi al consumo – prosegue lo stratgist di CMC Markets – sono sui minimi degli ultimi sette anni, all’1,56%, in calo di 30 punti base da inizio 2016. Non è il trend che ci si aspetta di vedere all’inizio di un ciclo di restrizione monetaria”. 
Bullard è uno dei membri che quest’anno avrà diritto di voto nei meeting della Fed. Con i nuovi votanti il Comitato di politica monetaria dovrebbe essere leggermente più aggressivo. La prudenza di un falco come il presidente della Fed di St Louis è indicativo di ciò che potrà accadere: “Difficilmente il Comitato di politica monetaria ammetterà di aver commesso un errore rialzando i tassi – conclude Hewson – ma c’è una forte possibilità di vedere un aggiustamento dei toni nel comunicato ufficiale”.

I nuovi membri votanti del Comitato di politica monetaria 

James Bullard: presidente della Fed di St Louis. A novembre dichiarò di essere sorpreso dalla velocità di crescita dell’economia. Ha recentemente moderato la sua posizione.

Esther George: presidente della Fed di Kansas City. Ha criticato più volte le politiche di espansione monetaria della Federal Reserve. 

Loretta Mester: presidente della Fed di Cleveland. A favore del rialzo dei tassi prima di dicembre 2015, ha in seguito moderato la sua posizione allineandosi alla gradualità indicata dalla Yellen.

Eric Rosengren: presidente della Fed di Boston. Tra i membri più accomodanti della Federal Reserve.