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Mediobanca, profitti 08/09 in forte calo a 2,4 milioni per colpa del portafoglio partecipazioni

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Il portafoglio partecipazioni pesa come un macigno sui conti di Mediobanca. Si è riunito oggi, sotto la presidenza di Cesare Geronzi, il consiglio di amministrazione della banca d’affari italiana, che ha approvato il bilancio di gruppo dell’esercizoo 2008-2009, chiusosi al 30 giugno scorso. L’utile netto di gruppo è sceso con decisione raggiungendo i 2,4 milioni di euro, rispetto ai 1.013,4 dello stesso periodo dell’anno precedente. A pesare sui profitti, spiega una nota dell’istituto di Piazzetta Cuccia, è stato il contributo negativo del portafoglio partecipazioni, che ha apportato minori ricavi per 507 milioni e svalutazioni per 451 milioni. Quest’ultimo dato è a sua volta suddiviso in 241 milioni connessi a investimenti principali – nel dettaglio a Telco/Telecom e Rcs MediaGroup – e in 210 milioni da imputare invece al ramo “corporate e investment banking” e in primis a partecipazioni disponibili per la vendita.


Ha invece chiuso in miglioramento l’attività bancaria, che ha fatto registrare ricavi per 1.612 milioni di euro, in crescita del 13% soprattutto grazie al forte recupero che ha avuto luogo nei primi sei mesi del 2009. Il margine di interesse è salito del 2,2% (da 842,3 a 861,2 milioni), mentre i profitti da trading, in linea con la tendenza già emersa dalle ultime trimestrali annunciate dalle banche italiane, sono migliorati con decisione, passando da 73 a 229,5 milioni. A livello patrimoniale, gli impieghi sono cresciuti del 2% nei comparti corporate e retail e l’attivo netto è salito complessivamente del 13% a seguito dell’incremento di titoli disponibili per la vendita e tesoreria, favorito dall’elevata raccolta di CheBanca!, pari a 6,2 miliardi nell’anno. Il grado di patrimonializzazione è rimasto inalterato, con il Core Tier 1 al 10,3% e il Total Capital pari all’11,8 per cento.

 

Gli analisti che si sono espressi a caldo sono stati concordi nell’evidenziare un certo peggioramento della qualità del bilancio, con utili da negoziazione in forte crescita e un margine di intermediazione inferiore alle aspettative. Tuttavia, quel che più ha sorpreso è stata la decisione di non offrire agli azionisti una cedola cash ma in carta. Il cda della banca di via Filodrammatici ha infatti deliberato, in luogo della distribuzione di un dividendo in contanti, l’assegnazione di un’azione gratuita ogni 20 possedute nonché di un warrant ogni azione posseduta prima dell’assegnazione gratuita. I warrant a loro volta danno diritto a richiedere la sottoscrizione di azioni di nuova emissione in ragione di un nuovo titolo ogni 7 warrant al prezzo di 9 euro, a partire dal primo gennaio 2010 ed entro il 18 marzo 2011. Nel caso di integrale esercizio, l’importo dell’operazione amonterebbe a circa un miliardo di euro.