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Mediobanca: più banca, meno holding. Quota Generali al 10% e addio ai patti di sindacato. Nessun aumento di capitale

QUOTAZIONI Mediobanca
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La Mediobanca del futuro sarà più banca e meno holding attraverso una riduzione dell’esposizione azionaria per 2 miliardi di euro. La quota in Generali scenderà al 10% dall’attuale 13% ma “resterà un socio stabile” del Leone, ha spiegato l’Ad Alberto Nagel. L’altro step è l’uscita dai patti di sindacato, in primis Telco e Rcs, “in una logica condivisa con gli altri azionisti”. Il nuovo piano industriale 2014-2016, presentato questa mattina in Piazzetta Cuccia, prosegue la linea dettata da Nagel dal 2004. Da quell’anno al 2010 la banca d’affari milanese ha ceduto partecipazioni per ben 3,3 miliardi di euro. Il focus sarà quindi rivolto alla divisione Corporate & Investment Banking (CIB) e al retail, mantenendo un basso rapporto cost/income e un elevato livello di capitalizzazione, senza ricorrere ad aumenti di capitale.

I target del piano sono presto detti: entro il 2016 i ricavi bancari saliranno a 2,1 miliardi di euro con una crescita media annua del 10%, la redditività (ROE) si attesterà al 10-11%, il Core Tier 1 comprensivo di Basilea 3 viaggerà all’11-12% con un pay-out per gli azionisti al 40%. Le risorse ricavate dalla riduzione delle partecipazioni azionarie saranno utilizzate per sviluppare le attività bancarie tradizionali, a cominciare dalla divisione CIB che avrà sempre più una vocazione internazionale. Entro il 2016 questa divisione registrerà ricavi per 1 miliardo di euro, l’85% dei quali sarà generato dalle attività legate alla clientela e il 45% arriverà dall’estero (oggi la quota è al 30%).

“Mediobanca ha un business bilanciato e in grado di consegnare crescita e redditività”, ha spiegato il direttore generale Saverio Vinci. I vertici di Piazzetta Cuccia hanno snocciolato i punti di forza di Mediobanca che vanta un rapporto cost/income oltre la metà più basso rispetto ai competitor in Europa e Stati Uniti. L’ultimo aumento di capitale di Mediobanca è targato 1998, mentre negli ultimi cinque anni le banche italiane hanno ricapitalizzato per 36 miliardi di euro. I crediti deteriorati rappresentano il 2,8% dei crediti totali di Mediobanca, un terzo rispetto ai valori del sistema bancario nazionale.

Per quanto riguarda la divisione retail, formata da Compass (credito al consumo) e CheBanca!, i ricavi dovrebbero raggiungere 1 miliardo di euro nel 2016. I finanziamenti di Compass sono visti in aumento del 4% l’anno a 11 miliardi di euro, mentre la crescita della raccolta complessiva di CheBanca! salirà a 14 miliardi (+5% l’anno) e il numero dei conti correnti dovrebbe triplicare da 120 a 300 mila. La banca è quindi attesa generare utili nel 2016. Gian Luca Sichel, Ad delle due società, ha smentito una fusione tra Compass e CheBanca!. A Piazza Affari il titolo Mediobanca svicola sul fondo del paniere principale con un ribasso di oltre il 4% a 4,658 euro.