Mediobanca: Eni regina delle aziende italiane nel 2012. Crediti dubbi delle banche salgono all'8,7%

Inviato da Luca Fiore il Gio, 24/10/2013 - 19:43
Quotazione: TELECOM ITALIA
Quotazione: PIRELLI & C
Quotazione: ENEL
Quotazione: ENI
Quotazione: FCA CHRYSLER
Quotazione: EXOR
Eni si conferma campione di utili e fatturato. È quanto emerge dal rapporto annuale dell'Ufficio Studi di Mediobanca preparato analizzando i bilanci delle maggiori aziende italiane. L'anno scorso il cane a sei zampe ha registrato un utile di 7,79 miliardi euro, superando Poste ed Enel ferme rispettivamente a 1,03 miliardi e a 865 milioni.

In quarta posizione troviamo Snam (779 milioni) seguita da Prada (625,7 milioni) e Impregilo (602,7 milioni). Per quanto riguarda le perdite, in prima posizione si conferma Telecom Italia con 1,6 miliardi, che segue i -4,8 miliardi del 2011. Una conferma anche al secondo posto con Finmeccanica in rosso per 828 milioni (-2,3 miliardi nel 2011).

In termini di fatturato, invece, Eni ha evidenziato un incremento del 16,1% a 127,2 miliardi. In seconda posizione si conferma Exor che nel 2011 aveva scalzato Enel grazie al consolidamento di Chrysler. La holding degli Agnelli chiude nel 2012 il primo anno con 12 mesi di Chrysler (che vale 51,2 miliardi di ricavi) e vendite complessive a 110,7 miliardi (+31,2%). A fine 2012 anche i soli ricavi di Fiat (84 miliardi) sono superiori a quelli di Enel (82,7 miliardi), fatto che non accadeva dal 2007.

In quarta posizione il Gse (società pubblica che svolge attività di compravendita di energia elettrica) segna vendite per 34,6 miliardi e si consolida davanti a Telecom Italia che cede l'1,4% a 28,9 miliardi. Finmeccanica è stabile al sesto posto cedendo lo 0,6% di fatturato. Poste Italiane si conferma  in undicesima posizione, nonostante la flessione del 3,2% abbia portato il loro fatturato sotto i 10 miliardi.

Nella Top20 c'è un solo ingresso, quello di Pirelli al posto di Fininvest. Dieci delle prime venti società appartengono al settore energetico, cinque alla gestione di infrastrutture o ai servizi e solo cinque gruppi operano nella manifattura. Nei primi sei mesi del 2013 Eni ha mantenuto il proprio primato con vendite per 59,3 miliardi, mentre Exor ha consuntivato 55,1 milardi, riducendo al 7,5% il proprio distacco dal gruppo petrolifero (-15% nel 2012). I debiti finanziari più consistenti a fine 2012 sono in capo a Enel (64 miliardi, +1,3% sul 2011), Exor (50,1 miliardi, +3,7%), Telecom Italia (37,3 miliardi, ‐4,8%) ed Eni (24,5 miliardi, ‐17,3%).

Il Gruppo con il maggiore numero di dipendenti è Exor (circa 287.300 unità, +5,1% sul 2011), seguita da Poste Italiane (circa 146.500 unità, -1,3% sul 2011). Nel 2012 Telecom Italia ha superato Eni (78.564 unità contro 77.838). La graduatoria dei maggiori "datori di lavoro" in Italia vede in prima posizione le Poste Italiane (146.542 dipendenti, tutti sul territorio nazionale) mentre il secondo gruppo domestico è Exor (80.400 unità).

Banche: +189% per i crediti dubbi nel 2005-2012
Nel report una sezione particolare è riservata alle banche italiane. Tra il 2005 e il 2012 i crediti dubbi (sofferenze, incagli, ristrutturati e scaduti) sono cresciuti del 188,9% (+16,4% medio annuo) passando, in rapporto ai crediti totali, dal 3,9% del 2005 all'8,7% del 2012. Nello stesso arco temporale i crediti "in bonis" (che cioè presumibilmente non presentano problemi attesi nel rimborso) hanno segnato una crescita inferiore a quella dei crediti complessivi (3% medio annuo contro 3,7%).

Le banche commerciali, che in genere presentano una prevalenza di raccolta a breve, dal 2005 hanno accresciuto i crediti verso la clientela del 2,1% medio annuo (quindi meno rispetto al 3,7% dell'aggregato). I crediti dubbi sono aumentati in media del 13,6%. L'anno scorso i crediti complessivi alla clientela hanno evidenziato un calo annuo del 2,1% su livelli complessivi (1.333,7 miliardi) che restano del 5,4% al di sotto del massimo di fine 2008 (1.409,1 miliardi).

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