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Mediobanca contro Morgan Stanley sulla maxi Opa di obbligazioni strutturate

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La più grande offerta pubblica di acquisto mai lanciata in Italia su obbligazioni strutturate non soddisfa Mediobanca. L’istituto di Piazzetta Cuccia, uno dei 26 emittenti dei titoli che Morgan Stanley intende riacquistare per complessivi 41 miliardi di euro è infatti critica sui termini dell’Opa. In una nota emessa dall’istituto si legge che le metodologie utilizzate nel valutare i titoli sono prive dell’indicazione di alcuni parametri ritenuti necessari per una valutazione motivata del corrispettivo di offerta. Per alcuni titoli, sempre secondo Mediobanca, il modello proposto appare così semplificato da non consentire di valutare correttamente le opzioni implicite nei titoli stessi.


Agli inizi di aprile, quando era giunto il nulla osta Consob all’operazione, le reazioni della comunità finanziaria erano state invece decisamente positive verso un’operazione lanciata con l’obiettivo di trasformare obbligazioni strutturate vecchie e illiquide in titoli appetibili. La banca americana ha infatti lanciato un’Offerta pubblica d’acquisto su un totale di 250 obbligazioni strutturate emesse da 25 istituzioni diverse per un valore nominale originario di 41 miliardi di euro. L’operazione riguarda bond emessi da istituzioni internazionali, ma anche titoli italiani lanciati, oltre che da Mediobanca, anche da Crediop, Interbanca, Carige, Italease e Bnl. Si tratta di un’offerta rivolta anche ai comuni risparmiatori italiani che potranno vendere a Morgan Stanley le obbligazioni a prezzi di mercato. Uno dei maggiori problemi dei bond strutturati è infatti che successivamente alla loro emissione diventano progressivamente sempre più illiquidi, quindi più difficilmente cedibili sul mercato.

Cosa ci guadagna Morgan Stanley? E soprattutto l’esborso non rischia di essere troppo pesante anche per il gigante statunitense? La banca americana trasformerà le obbligazioni strutturate acquistate in normali bond a cedola variabile e poi li rivenderà sul mercato a prezzi presumibilmente più alti di quelli di acquisto. Sul fronte dei costi, occorre invece sottolineare che molto difficilmente Morgan Stanley sarà chiamata a sostenere una spesa di 41 miliardi di euro. Un’Opa dello stesso tipo lanciata 5 anni fa da Lehman Brothers si era conclusa con la consegna di poco più del 4% dei titoli oggetto d’offerta. L’offerta partirà lunedì prossimo 16 aprile e si concluderà il 17 maggio.

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