Mediobanca, Bernheim apprezza la decisione di Unicredit di cedere la propria quota

Inviato da Carlotta Scozzari il Ven, 22/06/2007 - 15:43

In occasione dell'assemblea dei soci di Generali, tenutasi lo scorso 20 giugno, il presidente della compagnia assicurativa del Leone, Antoine Bernheim, aveva auspicato che in Mediobanca gli equilibri all'interno dell'azionariato restassero invariati, anche dopo l'annuncio della fusione tra le due banche "big", Unicredit e Capitalia, definite come "un gruppo smisurato". "Sembra che gli equilibri resteranno quelli attuali e che nulla cambierà, ma non è detto", ha aggiunto non celando un certo scetticismo sul mantenimento dello status quo. "Molti sforzi vengono compiuti - ha aggiunto Bernheim - e ci sono anche dei negoziati in corso perché si mantenga all'interno di Mediobanca un equilibrio simile a quello che conosciamo attualmente".

A livello di azionariato, l'istituto guidato da Alessandro Profumo controlla Piazzetta Cuccia con una quota dell'8,83%, mentre a Capitalia fa capo un 9,6% e alle stesse Generali il 2,15%. Queste ultime a loro volta sono controllate da Mediobanca con una partecipazione del 15,88%. Si capisce quindi come ogni modifica dell'assetto proprietario della banca di Via Filodrammatici abbia notevoli ripercussioni anche sul Leone triestino. E' anche facile comprendere, viste le quote azionarie in Mediobanca che fanno capo alle due banche, come il matrimonio Unicredit-Capitalia, recentemente annunciato, porti a una forte concentrazione del potere nelle mani di un unico gruppo. E la cosa non è stata certo gradita dall'altro grande polo bancario italiano recentemente creatosi, Intesa-SanPaolo, i cui esponenti non hanno mancato di rimarcare l'iniquità sulla bilancia dei poteri. Iniquità cui, proprio in occasione dell'assemblea dei soci del 20 giugno, si è schierato indirettamente contro anche Bernheim. E' anche per questo possibile squilibrio che l'istituto milanese e quello romano che presto convoleranno a nozze hanno già dato mandato a Mediobanca (lo si è appreso anche dal testo del nuovo patto parasociale, formalizzato proprio ieri) per la cessione della quota in Piazzetta Cuccia che eccede  il 9,39% del capitale sociale.

Proprio oggi, poi, il presidente di Generali, "con riferimento ad alcune interpretazioni date ieri dalla stampa su quanto da lui detto in ordine alla fusione Unicredit-Capitalia e gli eventuali riflessi sulle Generali", ha preferito fare qualche precisazione. Bernheim ha sottolineato come un'operazione come quella tra Unicredit e Capitalia non possa che essere guardata con favore, "in quanto crea un gruppo che mantenendo un forte radicamento nazionale, è in grado di avere un ruolo di primo piano a livello internazionale". "In questo contesto - ha aggiunto il presidente del gruppo assicurativo del Leone - non nutro alcun timore o preoccupazione che la nascita del  nuovo gruppo possa mettere a rischio o ridurre l'indipendenza di Mediobanca e, di conseguenza, delle Generali, delle quali l'istituto è il principale azionista. Ho apprezzato molto la decisione unilaterale di Unicredit di cedere la propria partecipazione in Mediobanca riducendo così di quasi la metà la quota nel capitale dell'istituto. Questa decisione, assieme alla rinuncia di Alessandro Profumo a far parte del consiglio di sorveglianza di Mediobanca, sono una garanzia degli intendimenti che il nuovo gruppo bancario ha in merito alla salvaguardia della autonomia dell'Istituto".

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