Mediaset: il mercato fiuta l'accordo con DMT, ecco perché le torri sono così strategiche

Inviato da Alberto Bolis il Mer, 20/07/2011 - 12:00
Quotazione: MEDIASET

Il mercato sente vicino l'accordo tra Mediaset e DMT sull'integrazione delle rispettive torri di broadcasting. E il titolo del gruppo di Cologno Monzese, dopo aver lasciato sul parterre circa 30 punti percentuali nell'ultimo anno, questa mattina mostra un progresso del 2,25% a 3,076 euro. Secondo La Repubblica sarebbe addirittura già stata siglata l'intesa tra le due società per creare il primo Tower Operator italiano con 3.200 torri di trasmissione. DMT ha smentito ufficialmente la notizia facendo però sapere che le negoziazioni stanno proseguendo e ribadendo il prossimo 28 luglio come termine ultimo per concludere la trattativa. Il mercato, però, non ha dato molto peso alla smentita e sta iniziando ad apprezzare un'operazione fino a questo momento abbastanza sottovalutata.
 
Innanzitutto le torri di trasmissione assumono un'importanza strategica in vista dei sei multiplex, le frequenze del digitale terrestre che permettono di trasmettere fino a sei canali televisivi, che verranno assegnati dal Ministero per lo Sviluppo Economico attraverso il cosiddetto "beauty contest". Mediaset, salvo clamorose sorprese, si aggiudicherà sicuramente un multiplex. "Il beauty contest per noi rappresenta una variabile più economica che strategica - ha confidato al mensile F Marco Giordani, CFO di Mediaset -, perché qualora arrivasse un multiplex andrebbe a sostituire le frequenze che al momento affittiamo per trasmettere".

La riuscita dell'operazione DMT permetterà quindi a Mediaset di guadagnare punti nei confronti dei diretti concorrenti. Secondo quanto ricostruito da F, per 375 milioni di euro (14 volte l'Ebitda 2010 di DMT), il Biscione aggiungerebbe 1.500 torri (di cui 1.000 garantiscono la diffusione del segnale tv) alle sue 1.700 e arriverebbe a controllare circa il 40% delle reti italiane di trasmissione. Una potenza di fuoco maggiore a quella della Rai, visto che Rai Way vanta 2.500 torri. Ma soprattutto, chi vorrà trasmettere sulla televisione italiana dovrà prima bussare alla porta di Cologno Monzese. A Piazza Affari il titolo Mediaset sfrutta anche l'upgrade da parte di Ubs, che ha alzato la raccomandazione a buy dal precedente neutral.

E gli analisti cosa ne pensano dell'operazione DMT? "Aspettiamo di verificare i termini, ma l'operazione ha senso industriale e la giudicheremmo positivamente per DMT (nelle nostre stime il valore delle sinergie valgono 0,4 euro per azione ogni milione creato, cioè circa fra 6 e 8 euro) - commentano gli analisti di Equita -. Anche per Mediaset l'operazione ha senso grazie alle sinergie che si andrebbero a creare e al fatto che l'attività di tower operator è valutata a multipli superiori alle 10 volte l'Ebitda rispetto le 7,2 volte implicite nella nostra valutazione di Mediaset".

Nel frattempo si comincia a ragionare sui conti del secondo trimestre che Mediaset pubblicherà il prossimo 28 luglio. Su questo fronte, le sorprese non dovrebbero essere molto positive.  "Ci attendiamo un trimestre debole sia in Italia che in Spagna - hanno commentato gli analisti di Equita in una nota raccolta da Finanza.com -. L´Ebit Italia è atteso in contrazione del 34% a 142 milioni di euro principalmente a causa di una riduzione della pubblicità del 4,3% e costi in crescita del 3%. Inoltre stimiamo un risultato negativo per la pay tv di 15 milioni di euro". La sim milanese, tenendo conto dell'andamento negativo in Spagna, stima a livello consolidato un calo dell'Ebit del 36% a 185 milioni di euro e del 37% dell'utile netto a 94 milioni di euro. 

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