Mediaset in fondo al listino: gli analisti storcono il naso sui costi, tagliate stime e giudizi

Inviato da Valeria Panigada il Mer, 10/11/2010 - 11:40
Quotazione: MEDIASET
Raffica di vendite sul titolo Mediaset all'indomani della trimestrale. In questa prima parte di seduta l'azione è la peggiore tra le bluechip milanesi, mostrando un calo di oltre 5 punti percentuali. I conti non sono stati accolti bene dal mercato e dagli analisti che oggi hanno rivisto al ribasso stime e giudizio.
"L'Ebit nel terzo trimestre è salito da 21 a 29 milioni e l'utile da 0 a 16 milioni, in linea ma di qualità peggiore, perché aumentano i costi di programmazione (+8%), compensato dal maggior contributo della pay-tv che si riassorbirà nell'anno", hanno commentato oggi gli esperti di Equita, che hanno tagliato il rating da buy a neutral e il target price da 6,3 a 5,7 euro. La sim milanese ha ridotto anche la stima di Ebit e utile netto 2010 del 4% e quella 2011 del 5%. Agli esperti non piace nemmeno "l'incertezza politica che aumenta il rischio percepito dal mercato" e "lo scontro commerciale con Sky Italia".

Sempre i costi, aumentati in misura maggiore rispetto al previsto, hanno fatto storcere il naso anche a Nomura e Barclays. "I ricavi dalla Tv free sono stati più bassi rispetto alle nostre attese, mentre i costi sono stati maggiori", ha commentato oggi il broker giapponese. E così via alla sforbiciata sulla stima di utile per azione sull'anno, ridotta del 7%, e sul target price che da 5,45 è stato limato a 5,30 euro (il rating è stato invece confermato al gradino reduce).

Sulla stessa lunghezza d'onda Braclays, che oggi ha mantenuto il giudizio sul titolo a overweight, ma abbassato il prezzo obiettivo del 2% a 6,50 euro. "Mediaset è economica, in quanto tratta a uno sconto del 9% rispetto ai suoi concorrenti, ma crediamo che questo non sia il momento giusto", hanno scritto gli esperti nella nota odierna, precisando il motivo: "La pubblicità prevista in Italia è in linea con le aspettative, ma il management di Mediaset ha appena alzato la guidance sui costi". Una mossa che peserà sull'utile per azione: il broker inglese ha infatti ridotto la stima di Eps dell'1% per l'anno in corso, del 3% per il 2011 e del 2% per il 2012.

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