Mediaset: effetto Goldman sul titolo, migliorano pubblicità, audience e competizione con Sky

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 05/11/2013 - 10:58
Quotazione: MEDIASET
Effetto Goldman Sachs su Mediaset che a Piazza Affari continua a macinare rialzi. Da inizio anno la performance del titolo del gruppo di Cologno Monzese è strabiliante: un +150% che incorona Mediaset regina di Piazza Affari del 2013. "Mediaset è una delle aziende meglio esposte alla ripresa del settore in Europa", scrivono gli analisti del colosso bancario statunitense che hanno inserito Mediaset nella loro "conviction buy list" alzando il target price a 5,10 euro. Un'ulteriore iniezione di fiducia per il Biscione che oggi svetta sul Ftse Mib con un rialzo di oltre il 3,50% a 3,858 euro.
 
Uno degli elementi chiave per il cambio di sentiment su Mediaset è senza dubbio il miglioramento della raccolta pubblicitaria. "Dopo 21 mesi di declino la raccolta nel terzo trimestre dovrebbe riuscire ad essere piatta e il consensus della società (+2% e +3% nel 2014-2015 non ci sembra esagerato", spiega Goldman Sachs secondo cui la raccolta pubblicitaria di Mediaset dovrebbe chiudere l'anno con un -10% dopo il -17% registrato nel primo semestre.
 
Oltre alla pubblicità, il miglioramento ha toccato anche l'audience "che dovrebbe beneficiare della fine del passaggio al digitale terrestre come successo in altri mercati televisivi". Anche l'arena competitiva della pay-tv è migliorata come dimostra l'accordo raggiunto con Sky Italia che ha permesso a Mediaset di trasmettere per la prima volta i canali Fox Sports, dove passano le partite dei principali campionati stranieri.
 
A livello strettamente finanziario, Goldman Sachs prevede un aumento dei ricavi di Mediaset del 2% nel 2014 e del 5% nel biennio 2015-2016, oltre ad un miglioramento significativo dell'utile per azione (0,13 euro nel 2014, 0,22 euro nel 2015 e 0,37 euro nel 2016). E i rischi? I problemi per Mediaset, spiega il broker, potrebbero arrivare da un deterioramento del quadro macroeconomico, da un contenimento dei costi più morbido del previsto e dall'aumento della pressione competitiva da parte di Sky Italia e della Rai.
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