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Mediaset, “danno terribile da Vivendi” e stangata JP Morgan. Oggi cda Telecom per trust Persidera

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Da Montecarlo Pier Silvio Berlusconi promette che Mediaset tornerà all’utile. Ma frena sui dividendi: “Ancora troppo presto”. Il nuovo target price di JP Morgan.

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Focus sul titolo Mediaset, all’indomani delle dichiarazioni dell’amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi e dopo i giudizi degli analisti sul titolo. Quella di ieri non è stata sicuramente una sessione facile per le quotazioni dell’azienda, con gli analisti di JP Morgan Cazenove che hanno rivisto al ribasso il target price sul titolo da 4,4 a 3,6 euro, ribadendo il rating “neutral”.

JP Morgan ha colpito anche la controllata spagnola Mediaset Espana: in questo caso brusco è stato il taglio del rating, da “overweight” a “underweight”, mentre il target price è stato fortemente ridotto da 14 a 9,40 euro.

E oggi, in una sessione che parte subito con il piede sbagliato – il Ftse Mib sta accelerando al ribasso con perdite di oltre mezzo punto percentuale- il titolo Mediaset cede -1,57% alle 9.30 ora italiana, a 3,27 euro, scivolando in fondo al listino.

JP Morgan taglia target price. Pesa effetto Vivendi

Sulle prospettive del titolo Mediaset continua a pesare il caso Vivendi. Gli esperti di JP Morgan lo dicono chiaramente, affermando che “più che i risultati operativi, il driver chiave a breve termine sarà la controversia con Vivendi, che ci frena dall’avere una view più positiva sul titolo Mediaset”. In più, “la visibilità è bassa e l’incertezza è alta”.

Le previsioni del colosso Usa sull’utile per azione per Mediaset, relative al periodo 2017-2018 sono cambiate, seppure in modo lieve, anche per l’outlook di minori ricavi pubblicitari: +2% nel 2017, rispetto al +2,5% atteso in precedenza.

Ancora, JP Morgan ritiene che nell’anno in corso, Mediaset riporterà ricavi consolidati per un valore di 3,75 miliardi di euro. Nel 2018-2019 si prevede invece una flessione, rispettivamente a 3,5 miliardi e a 3,3 miliardi.

L’outlook sulla redditività è favorevole: JP Morgan stima infatti un ritorno all’utile nel 2017 a 209 milioni; nel 2018 e nel 2019 l’utile è atteso rispettivamente a 411 milioni e a 386 milioni.

E a puntare e a credere al ritorno all’utile è lo stesso Pier Silvio Berlusconi, che da Montecarlo promette che Mediaset tornerà all’utile. Sui dividendi invece frena, affermando che “è ancora troppo presto”. D’altronde, la vicenda di Vivendi ha pesato non poco. L’AD parla di un “danno terribile” subito dalla società francese controllata dal finanziere bretone Vincent Bolloré, con cui è in corso una battaglia legale. “Le perdite provocate da Vivendo sono state sui 350 milioni di euro. E’ stato terribile”.

Cautela anche sulla possibilità di accordo con Telecom, in particolare con Tim, sui diritti televisivi del calcio: Berlusconi ha sottolineato che “il comportamento di Vivendi ha messo in difficoltà e in imbarazzo anche Telecom. Non escludo accordi, ma oggi tutto è più difficile”. D’altronde, c’è grande attenzione da parte delle Autorità”.

A proposito di Telecom, previsto oggi un cda straordinario per la costituzione di un trust per Persidera dopo che l’Unione europea, a fine maggio, ha approvato l’impegno di Vivendi di trasferire la partecipazione nella società di mux (i canali per il digitale terrestre) a un trust, che dovrebbe occuparsi della cessione.

Bolloré si è impegnato a risolvere la faccenda dopo che le autorità Antitrust hanno individuato il punto critico nella sovrapposizione nel mercato dei mux Telecom e Mediaset, dunque l’eccessiva concentrazione di Vivendi nel settore italiano delle frequenze digitali televisivi. Il colosso francese detiene d’altronde sia 23,9% di Telecom Italia che il 28,8% di Mediaset.

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