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Mediaset: condanna confermata per Berlusconi, la Corte d’appello dovrà pronunciarsi sulle pene accessorie

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Condanne confermate. La Corte di Cassazione dopo circa sette ore di camera di consiglio ha posto la parola fine al processo sui diritti tv Mediaset. La condanna per frode fiscale a carico di Silvio Berlusconi e degli altri tre imputati (gli ex dirigenti di Mediaset Daniele Lorenzano e Gabriella Galetto e il produttore cinematografico Frank Agrama) è stata confermata mentre la pena accessoria a carico dell’ex premier, l’interdizione quinquennale dai pubblici uffici, è stata rinviata alla Corte d’Appello di Milano per la rideterminazione.

In appello il cavaliere era stato condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale e a 5 di interdizione dai pubblici uffici. Antonello Mura, sostituto pg della Cassazione, aveva chiesto di confermare le condanne e di portare da 5 a 3 anni la pena accessoria di interdizione dei pubblici uffici.

La sentenza dei giudici del “Palazzaccio” da un lato conferma la condanna infliggendo un duro colpo all’ex premier ma dall’altro gli permette di continuare a ricoprire un ruolo attivo nell’arena politica. Stando alle dichiarazioni arrivate nelle ultime settimane da diversi esponenti politici, la sentenza non dovrebbe avere ripercussioni sulla tenuta dell’esecutivo.

Berlusconi, che al momento della lettura era a Palazzo Grazioli in compagnia del vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano e del figlio Piersilvio, dopo la lettura della sentenza ha riunito i vertici del partito in via del Plebiscito. Presenti anche gli avvocati dell’ex premier, Coppi e Ghedini.

Mediaset: utile netto scende del 30% nel primo semestre
Oggi Mediaset ha presentato i numeri relativi i primi sei mesi dell’anno. Il giro d’affari del primo semestre si è attestato, in linea con le attese, a 1,74 miliardi di euro, l’Ebit a 133,6 milioni di euro, in calo dai 145,6 milioni dello stesso periodo del 2012, e l’utile netto ha evidenziato un calo del 30% a 30,1 milioni di euro.