Mediaset ancora giù: per il FT ci vuole stomaco forte per tenere il titolo in portafoglio

Inviato da Micaela Osella il Ven, 19/11/2010 - 14:56
Pochissime idee in questo venerdì a Piazza Affari, che ha aperto leggermente in positivo per poi portarsi in negativo: l'indice Ftse Mib segna un calo dell'1,04%. Tra i titoli principali, perdono terreno i bancari e cede il passo anche Mediaset in flessione dello 0,97% a 4,60 euro. A riportare sotto i riflettori il gruppo televisivo controllato dal premier Silvio Berlusconi è oggi la Lex Column del Financial Times.
Dal quotidiano della City, che non mai fatto sconti, arriva una nuova frecciata: "ci vuole uno stomaco forte per tenere in portafoglio azioni che dipendono molto da un discorso politico". Nell'articolo il Financial Times nota che "gli investitori e gli analisti a volte parlano di uno sconto Berlusconi incorporato nel prezzo delle azioni Mediaset", mentre altri al contrario citano "un premio Berlusconi almeno finché detiene il potere".
Se da una parte, osserva il Ft, "Berlusconi ha sempre negato ogni favoritismo", dall'altra "i suoi periodi al potere sono coincisi con decisioni regolamentari che hanno aiutato le emittenti private, che controllano una quota del mercato domestico superiore a quella della maggior parte dei competitor europei". In questi giorni, prosegue il quotidiano, "gli investitori in titoli di debito italiani appaiono poco preoccupati dalle tensioni nella maggioranza di governo", dato che un'eventuale sfiducia riporterebbe in auge "una solida tradizione di tecnocratica gestione fiscale". Al contrario, le azioni Mediaset hanno perso il 15% negli ultimi 10 giorni, "non aiutate da deludenti risultati trimestrali".
Il Biscione è stata tartassato in Borsa da quando la crisi di governo è entrata nel vivo. Dall'inizio della scorsa settimana, ossia da quando Gianfranco Fini ha annunciato le dimissioni dei suoi ministri dal governo, le azioni della società di broadcasting hanno, infatti, inanellato un ribasso dietro l'altro.

Settimana scorsa, lo stesso Pier Silvio Berlusconi, vicepresidente esecutivo di Mediaset, ha ammesso che i titoli stanno soffrendo l'incertezza politica con la possibilità di una caduta del governo. Adesso bisognerà vedere se questa tendenza sul titolo proseguirà fino al 14 dicembre: quel giorno il Senato voterà sulla fiducia che il governo chiederà alle 11, mentre la Camera inizierà a votare sulla mozione di fiducia presentata dall'opposizione intorno alle 12.

"Quando il vecchio cantante di navi da crociera ha perso il potere nel 2006 - ricorda ancora il Ft - la sua società televisiva ha affrontato tempi difficili: le sue azioni hanno sottoperformato il mercato italiano del 30% durante i due anni di governo Prodi, nonostante quest'ultimo non abbia dato seguito alla minaccia di regolamentare in modo più severo la società". "Una correlazione non sempre equivale a un rapporto causa-effetto - conclude il quotidiano - ma c'è poco da stupirsi se gli investitori sono preoccupati".

COMMENTA LA NOTIZIA