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McDonald’s sfida Starbucks all’ultimo frappuccino

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Il mercato del caffè diventa sempre più appetitoso per gli investitori e gli imprenditori. Negli Usa circola insistente la voce che McDonald’s starebbe mettendo a punto un piano strategico per lanciare una linea di prodotti di caffetteria. Una mossa che porterebbe il re degli hamburger a sfidare direttamente il gigante Starbucks, leader indiscusso nel settore delle caffetterie. Anche il Wall Street Journal rilancia l’ipotesi, spiegando che finora i vertici di McDonald’s hanno di fatto trascurato questo business delle bevande calde.


 Gli equilibri del settore caffetterie, potrebbe però subire altri scossoni. Lo stesso produttore italiano Illy ha recentemente deciso di lanciare una sua linea di caffetterie, al fine di promuovere all’estero il tradizionale caffè espresso all’italiana. Un prodotto diverso, dunque, che andrebbe a ricercare una clientela differente da quella delle gradi catene statunitensi. Una spiegazione che coincide con l’espansione di Illy anche in paesi come la Cina, dove il made in Italy -meglio se sinonimo di lusso- si sta ritagliando una importata fetta di mercato.

Se lo sbarco dell’espresso italiano negli Usa è certo che non incontrerà grandi ostacoli, in molti si chiedono quando una catena come Starbucks avrà il coraggio di arrivare in Italia. Le voci, su questa ipotesi, si rincorrono periodicamente, ma finora i segnali non sono mai stati convincenti. Alla base, forse, potrebbero esserci un diverso stile di vita degli italiani rispetti al resto dell’Europa e anche una più radicata tradizione nel consumo della bevanda nera.
Ma non tutto è perduto per gli amanti del frappuccino, le ultime indiscrezioni parlano di uno sbarco di Starbucks su suolo italiano per il 2007.


Per comprendere meglio il reale peso mondiale di Starbucks, e del business delle caffetterie, basti dire che il suo marchio è il quinto al mondo per notorietà, subito dopo Ikea e un’icona come quella di Apple. La società, quotata a Wall Street, ha realizzato nel primo trimestre dell’esercizio 2006-2007 un utile netto di ben 205 milioni di dollari, in crescita del 18% rispetto al periodo precedente, pari a 0,26 dollari per azione. Le vendite hanno toccato, nello stesso trimestre, un valore di 2,36 miliardi di dollari, battendo le stime degli analisti. Per il 2007 la società prevede di incrementare ulteriormente del 20% il volume di vendite mondiali, realizzando un utile per azione di 0,89 dollari e un giro d’affari totale di 9,5 miliardi di dollari.