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Mazziero: manovra correttiva certa, aumento IVA e nel 2021 patrimoniale o ritorno IMU prima casa

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Tante nubi sull’Italia per questo 2019, ma il peggio potrebbe arrivare dopo – nel 2020 e 2021 – con spauracchi quale aumento IVA e patrimoniale. “La recessione tecnica in Italia ha avuto “un impatto modesto sul Pil del 2018, bloccandolo allo 0,8%, ma è sul 2019 che avrà un effetto fortemente negativo”, riporta Mazziero Research nel 33° Osservatorio trimestrale, secondo cui “la crescita dell’economia italiana difficilmente potrà raggiungere gli obiettivi del Governo all’1%, considerando che già oggi le stime che superano lo 0,3% possono definirsi ottimistiche”.

Mazziero Research riassume così i rischi di finanza pubblica nel 2019: “manovra correttiva nel 2019 certa, aumento Iva nel 2020 probabile e patrimoniale nel 2021 possibile. Sono rischi che prendono sempre più consistenza a causa di un debito in continuo aumento, di un Pil in rallentamento e di misure espansive che difficilmente raggiungeranno gli obiettivi programmati”.

 

“La conseguenza – spiega Mazziero Research – sarà che i rapporti deficit/Pil e debito/Pil tenderanno a crescere, rendendo necessario un intervento correttivo. Lo scostamento dagli obiettivi di bilancio diventerà ufficiale con la pubblicazione del Documento di Economia e Finanza (DEF) ad aprile e riaccenderà la contrapposizione tra Commissione Europea e Governo. Le negoziazioni potranno quasi sicuramente venire strumentalizzate in chiave elettorale, con possibili strascichi sino al voto europeo del 26 maggio”.

Secondo Mazziero Research è probabile che la manovra correttiva sarà parziale e non riuscirà a riportare nella corretta rotta i conti pubblici. Infatti, nell’Osservatorio si sottolinea che “il debito pubblico in aumento restringerà ancor di più gli spazi di manovra per poter disinnescare le clausole di salvaguardia, che quasi certamente dovranno scattare nel 2020 con un aumento dell’IVA forse non al 25,2% come previsto, ma più probabilmente al 24-24,5%. Tale aumento renderebbe ancora più fragili i consumi e difficilmente la crescita del Pil in termini nominali compenserebbe il rallentamento indotto dal rincaro di beni e servizi”.

Tutto questo, si legge nell’Osservatorio, “aumenterà ancor di più la fragilità dell’economia italiana e la stabilità dei conti pubblici, specialmente se si acuirà il rallentamento economico globale. A quel punto, anche per tranquillizzare i mercati, diventerà possibile una patrimoniale che potrebbe valere per diverse decine di miliardi se non avvicinarsi al centinaio. Come per tutte le patrimoniali del passato, il sollievo sarebbe di qualche anno senza comunque invertire la rotta del debito pubblico”.

 

Ma per Mazziero Research c’è anche un’altra possibilità per evitare la patrimoniale: “potrebbe essere reintrodotta la tassazione sulla prima casa, altra ipotesi che inizia a circolare è la vendita di parte delle riserve d’oro detenute dalla Banca d’Italia”. L’Osservatorio si precisa infine che “le misure riportate non vanno intese come auspicate, ma emergono come conseguenza di una realistica lettura dei dati economici”.