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Mazziero: il Governo sta giocando con il fuoco, Italia rischia di trovarsi in un vicolo cieco

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Le misure per rilanciare il Pil italiano sono controverse e le cifre riservate agli investimenti sembrerebbero non sufficienti a raggiungere quel risultato così convintamente sostenuto dall’esecutivo che mantiene una stima del Pil per quest’anno all’1,2%.

Lo si legge nel 32° Osservatorio trimestrale redatto da Mazziero Research, secondo cui la scommessa è che riesca a spingere la crescita all’1,5% nel 2019, dopo un terzo trimestre di quest’anno piatto e un progresso annuale che potrebbe a malapena segnare l’1%.

 

Il rischio, secondo Mazziero Research, è che alla fine resti solamente il debito di 22 miliardi, su cui si poggia la manovra espansiva per 38 miliardi, mentre gli obiettivi per ridurlo si allontanino ulteriormente. Tutto ciò in linea con la tradizione italiana che non ha saputo sfruttare le condizioni favorevoli e che ormai si trova al capolinea.

 

All’interno dell’Osservatorio si sottolinea come in Italia le dichiarazioni scomposte e i protagonismi al momento hanno solo fatto aumentare i costi per finanziare il debito. Secondo Mazziero Research i miglioramenti della crescita non si sono ancora visti, ma la spesa aggiuntiva per interessi è già oggi una realtà.

 

Sullo sfondo resta la partita con Bruxelles. La bocciatura della Commissione Europea circa la legge di Bilancio italiana è arrivata oggi in tarda mattinata. Decisione che, come spiegato nell’Osservatorio, è dovuta anche al rischio per la Commissione che altri paesi seguano la condotta sfidante dell’Italia.

 

Il Governo rischia così di trovarsi in un vicolo cieco e in isolamento se la procedura di infrazione verrà avviata prima delle elezioni europee di maggio. Nello scenario peggiore, come si legge su diverse testate giornalistiche, rientra l’eventuale decisione di applicare sanzioni all’Italia nella misura dello 0,2% del Pil nonché di escludere il Belpaese dall’accesso ai fondi europei.

 

In conclusione, per Mazziero Research il rischio è massimo: tutti contenti se le cose andranno per il meglio; ma qualora gli eventi precipitassero, il popolo italiano non si merita dopo dieci anni di sofferenza le conseguenze dell’irresponsabilità di pochi.

 

Inversione di rotta nel percorso di riduzione del deficit

Il maggior debito, giustificato dal Governo dalla necessità di stimolare misure pro-crescita (mantenendo misure di dubbia efficacia e criticate in passato dai banchi dell’opposizione, come gli 80 euro introdotti dal Governo Renzi) costituirebbe uno stop al percorso di riduzione del deficit, che nel 2019 passerebbe dal previsto 0,8% al 2,4% e si manterrebbe sostenuto con un 2,1% nel 2020 e 1,8% nel 2021.