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Maxi svalutazioni nei bilanci di Intesa, Unicredit e Banco. Adesso potrebbe toccare al Monte

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Il leit motiv che accomuna i bilanci 2011 dei principali gruppi bancari italiani ha un nome ben preciso: svalutazioni da avviamenti. In gergo tecnico si chiamano “goodwill” e, in sostanza, sono le attese di un maggiore reddito in prospettiva dopo un investimento effettuato. Soprattutto dopo le acquisizioni di un’altra società. Queste svalutazioni hanno un impatto solo sulle scritture contabili e nessun riflesso su coefficienti patrimoniali, liquidità, cash flow e redditività prospettica. Fino adesso le maxi svalutazioni hanno interessato Intesa SanPaolo, Unicredit e Banco Popolare, tutte banche che negli scorsi anni erano state protagoniste di grandi operazioni di M&A.

Intesa SanPaolo. La banca MI-TO ha effettuato nel bilancio 2011 svalutazioni “fortemente prudenziali” per 10,23 miliardi di euro a fronte di operazioni prevalentemente carta contro carta. Svalutazioni che hanno portato ad una perdita monstre di 8,19 miliardi di euro mentre, al netto di queste poste straordinarie, l’utile netto ha mostrato una flessione del 17,1% a 1,93 miliardi. Le svalutazioni di Ca de’Sass sono la diretta conseguenza della storia recente del primo gruppo bancario italiano, che è il frutto dell’aggregazione di una decina di istituti (SanPaolo e Imi, Comit, Cariplo, Casse Venete, Banco di Napoli, Cassa Firenze, Cassa Bologna, Ambroveneto).

Unicredit. Diversa la storia di piazza Cordusio che nell’era Profumo è diventata la banca italiana con il più elevato profilo internazionale. Unicredit ha chiuso i primi nove mesi del 2011 con una perdita netta di 9,32 miliardi di euro, dovuta alla maxi perdita di 10,64 miliardi del terzo trimestre riconducibile principalmente a svalutazioni su avviamenti per 8,67 miliardi. Escludendo queste svalutazioni, la perdita normalizzata del trimestre è stata pari a 474 milioni di euro. Piazza Cordusio ha deciso di svalutare le acquisizioni di Hvb, Banca di Roma e Banco di Sicilia. Svalutazione totale per le acquisizioni in Ucraina e Kazakistan. Riflettori accesi verso martedì 27 marzo, quando l’istituto milanese presenterà i conti dell’intero esercizio 2011.

Banco Popolare. A questo trend non poteva sfuggire l’istituto scaligero, che ha svalutato 2,83 miliardi di euro per gli avviamenti iscritti in occasione del perfezionamento dell’operazione di aggregazione del Banco Popolare di Verona e Novara con la Banca Popolare Italia nel 2007. La perdita nel 2011 è ammontata a 2,25 miliardi di euro ma, al netto delle svalutazioni, l’utile consolidato del Banco è salito a 574 milioni di euro dai 308 milioni dell’esercizio precedente.

La tornata delle svalutazioni potrebbe però non essere finita. La prossima settimana pubblicheranno i risultati 2011 anche Ubi Banca e Mps. Tutti gli indizi per nuove svalutazioni sugli avviamenti portano a Siena, per via soprattutto delle acquisizioni di Antonveneta e Biverbanca effettuate da Rocca Salimbeni.