Il maxi aumento del Banco riaccende i fari sulle necessità di capitale delle banche italiane -2-

Inviato da Redazione il Lun, 25/10/2010 - 10:40
Quotazione: BANCO POPOLARE
Il mercato, come era facilmente ipotizzabile, sta punendo il titolo del Banco Popolare, che a Piazza Affari registra un tonfo di oltre 4 punti percentuali a 4,107 euro. Anche i tagli dei broker non si sono fatti attendere: Banca Leonardo ha limato la raccomandazione sull'istituto veronese a underweight da buy, mentre Equita e Akros hanno portato il loro giudizio a hold dal precedente buy. Il dubbio principale dell'aumento di capitale riguarda gli azionisti del Banco Popolare, che sono quasi tutti retail e poco inclini a metter mano al portafoglio. "Un nuovo aumento di capitale ci sembra molto improbabile perché il Banco può già contare su 1 miliardo di soft convertibile che può essere trasformato in equity a novembre del 2011", scriveva Equita sim solo poche settimane fa.

La decisione del Banco Popolare si riflette in Borsa anche sugli altri titoli del comparto bancario: Monte dei Paschi cede il 4,05% a 1,042 euro, mentre Intesa SanPaolo lascia sul parterre il 2,26% a 2,60 euro. Oggi il Financial Times dedica un articolo alle banche italiane rimarcando come Mps, ma anche Unicredit e Intesa, potrebbero rivedere la politica sui dividendi tagliando il pay-out ratio per soddisfare i nuovi standard patrimoniali richiesti da Basilea III. BofA Merrill Lynch, sempre oggi, rimarca come l'aumento di capitale del Banco Popolare accende i fari sulle necessità di capitale delle banche italiane e "Mps appare la banca più colpita dalla applicazione di Basilea III".
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