Il maxi aumento del Banco riaccende i fari sulle necessità di capitale delle banche italiane -1-

Inviato da Redazione il Lun, 25/10/2010 - 10:40
Quotazione: BANCO POPOLARE
Il Banco Popolare si trovava di fronte ad un bivio e ieri sera ha scelto la strada da imboccare. Il rafforzamento patrimoniale richiedeva una decisione drastica: la cessione dei gioielli di casa (Creberg e Casse toscane) oppure l'aumento di capitale. L'istituto scaligero ha scelto la via della ricapitalizzazione, che potrà raggiungere l'importo massimo di 2 miliardi di euro. Il motivo è chiaro: senza gli 1,45 miliardi di Tremonti Bond, che dovranno essere ripagati entro il terzo trimestre del 2013, il Core tier 1 della banca scenderebbe sotto il 7%, la soglia minima fissata dalle nuove regole di Basilea 3.

L'operazione, che verrà sottoposta all'approvazione dell'Assemblea straordinaria dei soci (probabilmente a dicembre), potrà aumentare il capitale sociale in una o più tranche entro il periodo di 24 mesi e passerà attraverso l'emissione di azioni ordinarie da offrire in opzione agli azionisti e ai portatori delle obbligazioni del prestito convertibile "Banco Popolare 2010-2014 4,75%". Per il Banco si tratta di una maxi ricapitalizzazione, visto che attualmente la capitalizzazione del gruppo si attesta a 2,6 miliardi di euro. Secondo la nota diffusa ieri sera, l'aumento di capitale dovrebbe avere un impatto positivo di 216 punti base su tutti i ratio patrimoniali e potrebbe essere avviato già nel primo trimestre del 2011. Il collocamento dell'aumento sarà garantito da un consorzio costituito da Madiobanca e BofA Merrill Lynch in qualità di global coordinators e da Credit Suisse, Goldman Sachs e Deutsche Bank in qualità di joint bookrunners.
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