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Mattone: il 2017 inizia con il piede sbagliato, prezzi case usate giù dell’1,3%

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Neanche il tempo di esultare per il primo segno più dei prezzi delle case dopo 5 anni di dietrofront annunciato martedì dall’Istat, che il mercato immobiliare torna a mostrare instabilità. Il primo scorcio del 2017 vede infatti i prezzi delle case esistenti reinserire la retromarcia stando all’indice dei prezzi delle case di seconda mano in Italia relativo al primo trimestre 2017 diffuso da Idealista.it. Il dato prende in considerazione 388.156 annunci di abitazioni pubblicati su idealista nel periodo riportato. 

In un anno svalutazione di 5.600 euro per un trilocale di 65 mq
Il calo è dell’1,3% rispetto al trimestre precedente a quota 1.869 euro al metro quadro. Stando all’ultimo indice di idealista, i prezzi dell’usato sono scesi del 5,7% negli ultimi 12 mesi. In pratica ipotizzando un appartamento di 65 metri quadri, la perdita stimata per il proprietario sarebbe di circa 5.600 euro da un anno all’altro.
“La casa è tornata tra gli interessi degli acquirenti, ma la tendenza dei prezzi non s’inverte, con una netta prevalenza di aree in segno negativo – sottolinea Vincenzo De Tommaso, dell’ufficio studi di idealista – Immobili datati ed energivori, tipo anni ’70, non hanno mercato e sui proprietari continuano a pesare gli oneri per mantenere una proprietà immobiliare. Tutti fattori che determinano un’ulteriore spinta al ribasso dei valori”.
La Liguria (2.654 euro/m²) si mantiene al top dei prezzi regionali, seguita dalla Valle d’Aosta (2.488 euro/m²), che scalza il Lazio (2.486 euro/m²) dalla seconda piazza. La regione più economica resta la Calabria con 918 euro al metro quadro.
Tra le Province i ribassi colpiscono mediamente 3 mercati provinciali su 4. Le aree che hanno sofferto di più sono Verona (-9,7%), Lodi (-8,3%) e Pavia (7,7%), all’opposto gli incrementi maggiori si sono verificati a Trieste (6,7%), Belluno (5,6%) e Ascoli Piceno (5,3%).

Cali anche nelle grandi città, -2,4% Milano
79 capoluoghi su 102 monitorati da idealista chiudono il trimestre con il segno meno. Ancora una volta i centri più piccoli segnano le svalutazioni maggiori, sino al -9,6% di Barletta, che precede Frosinone (9,5%) e Fermo (7,7%); cali sopra la media del periodo per altri 51 centri, da Bergamo (-7,4%) a Bari (-1,4%); i maggiori recuperi riguardano Trieste (6,7%) e Matera (6%).
A eccezione di Firenze (1,1%) e Bologna (0,5%), tutti i grandi mercati accusano svalutazioni, anche se più contenute rispetto ai centri minori. Falsa partenza a inizio 2017 per Milano (-2,4%), Roma (-1,2%), Napoli (-0,9%), ribassi di maggiore entità solo a Genova con una “limatura” del 4,1%.

Venezia si conferma la più cara 
Il ranking delle città più care vede svettare Venezia (4.403 euro/m²) su Firenze (3.440 euro/m²) e Bolzano (3.374 euro/m²). Nella parte bassa della tavola stazionano Alessandria (881 euro/m²), Caltanissetta (788 euro/m²) e Biella, la più economica, con 708 euro al metro quadro.