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Materie prime: settore in difficoltà, Glencore taglia debito e investimenti per il 2016

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La caduta dei prezzi delle materie prime pesa sui colossi del settore, che tagliano investimenti e produzione, rivedono la loro politica sui dividendi, aggiornano le stime finanziarie dell’attività e vendono miniere. Dopo Anglo American e Freeport-McMoRan, oggi è Glencore a rivedere i suoi piani. Il colosso anglo-svizzero di materie prime ha annunciato un taglio del debito e degli investimenti per il 2016, al fine di affrontare al meglio il previsto periodo di bassi prezzi delle materie prime. 
Il piano di Glencore
In un aggiornamento alla comunità finanziaria, Glencore ha fatto sapere che taglierà il debito più di quanto previsto entro la fine del 2016. La società con sede in Svizzera cercherà di raggiungere un target di debito netto compreso tra i 18 e i 19 miliardi di dollari, contro quello inizialmente previsto di 20 miliardi. “A settembre, abbiamo annunciato una serie di misure per ridurre il nostro debito – commenta Ivan Glasenberg, amministratore delegato del gruppo – Oggi vi dimostriamo questo impegno, con 8,7 miliardi di dollari di risparmi raggiunti finora. E sono in grado di annunciare un aumento di quasi 3 miliardi di dollari a 13 miliardi delle misure per conservare il capitale”. A settembre scorso infatti si era scatenato un allarmismo sulla solidità della società che aveva fatto scendere il titolo di quasi il 30%. E nei mesi scorsi, Glencore ha ridotto di un terzo la produzione di zinco e venduto due miniere di rame.
Tornando alla presentazione odierna, sono stati tagliati anche gli investimenti (capex): 5,7 miliardi nel 2015 (dalla precedente stima di 6) e 3,8 miliardi nel 2016 (dai precedenti 5). A seguito dell’annuncio, il titolo di Glencore segna un rialzo del 9% sulla Borsa di Londra.
Anche Anglo American e Freeport-McMoRan sotto pressione
Non solo Glencore. Altre due colossi del settore minerario hanno dovuto rivedere le loro scelte. Anglo American punterebbe a disfarsi del 60% dei suoi asset. Il gruppo, su cui ieri si sono scatenate le vendite, ha annunciato di dover sospendere la distribuzione di dividendi nel 2016 e, con un solo giorno di distanza, l’americana Freeport McMoRan, gigante americano del rame, ha preso la stessa decisione. La cedola, che era già stata ridotta da 1,25 a 0,20 dollari per azione, verrà così sospesa per risparmiare 240 milioni l’anno.