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Materie prime: i casi Volkswagen e Glencore possono penalizzare il settore

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Forse non è nemmeno necessario specificarlo, ma il declino di Volkswagen interessa non solo l’intera industria automobilistica tedesca ma anche le prospettive di impianti e fornitori nelle vicine Repubblica Ceca, Slovacchia, Polonia e Ungheria.
Ne è convinto Soren Rump, ceo di Global Evolution. Secondo l’esperto della casa di investimento le ramificazioni e, di conseguenza, le ripercussioni, verranno avvertite fino in Sud-Africa. Il platino infatti è un metallo che viene utilizzato nei convertitori catalitici dei motori diesel e con il prezzo in picchiata sui mercati delle materie prime, la redditività delle miniere sudafricane e i guadagni derivanti dall’esportazione hanno subito un brusco calo. Sempre nel settore minerario, il gruppo anglo-svizzero (basato a Baar, in Svizzera) di materie prime Glencore è balzato alle cronache per le preoccupazioni sull’abbassamento del rating e sugli avvertimenti circa la redditività da parte degli analisti, che hanno portato ad una inaspettata flessione in Borsa. Il FMI ha espresso un sentiment negativo rispetto alle società minerarie e ai Paesi esportatori di materie prime: secondo l’organizzazione, il livello di indebitamento è cresciuto soprattutto nelle aziende del settore oil&gas e, dato l’outlook negativo per i prezzi delle materie prime, la crescita delle economie – sia sviluppate che emergenti – legate all’esportazione di commodities potrebbe rallentare ulteriormente nei prossimi anni.