Marzo si chiude in rosso. Analisti scommettono su governo di grande coalizione in Italia e allentamento politica monetaria della Bce

Inviato da Flavia Scarano il Gio, 28/03/2013 - 09:58

Il mese di marzo sta per volgere al termine, con gli indici di borsa in rosso (Ftse Mib -3,45%) a causa della debolezza dei dati macroeconomici in Europa, dell'incertezza politica in Italia e della crisi che ha investito Cipro. Questo in sintesi estrema il quadro dipinto da Equita nel suo consueto report mensile.

L'economia statunitense, spiega la Sim milanese, sta mostrando una notevole capacità di resistenza alle pressioni negative derivanti da una politica fiscale più restrittiva. Gli iniziali sussidi di disoccupazione, ossia l'indicazione settimanale che fornisce una previsione tempestiva dei miglioramenti o peggioramenti dell'economia, continuano a scendere e sono coerenti con il nuovo dato sugli occupati pari a 190 mila unità, in linea con i tre mesi precedenti. Inoltre, proseguono gli analisti, il settore immobiliare ha proseguito la sua crescita e, come durante la crisi del 2007-2012, il suo impatto sull'economia e di gran lunga maggiore rispetto alle conseguenze sul Pil, a causa dell'alta intensità del lavoro, del peso della "casa" nel patrimonio delle famiglie americane e dell'impatto indiretto sulle finanze delle banche. L'indice Pmi a marzo è migliorato sia complessivamente dello 0,5% a 54,9 punti sia in termini di nuovi ordini (54,3 punti), evidenziando un' accelerazione della produzione industriale.

Il quadro è completamente differente in Europa. Gli esperti fanno notare come l'indice Pmi ha mostrato un significativo rallentamento della produzione industriale a marzo (-1,4 punti a 46,5), meno marcato in Germania e più pronunciato in Francia e nel Sud Europa (dove l'indice si è attestato a circa 45 punti. Berlino (a 51 punti) rimane appena al di sopra del livello che indica l'espansione economica mentre i 42,1 punti di Parigi fanno spostare verso il basso il ciclo.

Per Equita, i governi stanno cominciando a prendere in considerazione politiche monetarie espansive ma fino ad ora, fanno notare  gli esperti, si sono sentite solo dichiarazioni in merito ad un taglio delle stime sul Pil dell'Eurozona nell'ordine dello 0,2-0,3%. La Banca centrale europea ha lasciato invariata la sua politica monetaria, probabilmente per mantenere alta la pressione sui politici ma anche a causa della riluttanza tedesca nell'attuare manovre espansive. Tuttavia per il broker sembra inevitabile che il governatore della Bce, Mario Draghi, taglierà i tassi o attenuerà i requisiti dei titoli da utilizzare come collaterali al fine di migliorare il flusso di liquidità, specialmente riguardo alle Pmi.

Lo scorso mese Equita ha ridotto la sua esposizione sull'equity a seguito del deludente risultato elettorale. "Riteniamo che sia il momento di aumentare il peso per l'aumento delle chances circa un allentamento della politica monetaria da parte della Bce e la formazione di un governo di grande coalizione in Italia. Nel nostro portafoglio abbiamo aggiunto 75 punti base a Popolare di Milano e a Unicredit e 50 punti base a Enel Green Power ma abbiamo tagliato 150 punti base da Luxottica".

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