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Marr: verso tre volte la richiesta retail, interesse per dividendo

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Secondo fonti finanziarie a fine giornata le richieste retail all’offerta pubblica di vendita Marr potrebbero raggiungere anche tre volte i quantitativi offerti per questa categoria di risparmiatori. A ieri le notizie parlavano di 2,5 volte l’offerta. Maggiore incertezza invece per quanto riguarda la quota destinata agli istituzionali, nel penultimo giorno prima della chiusura dell’opv. “Il road show è ancora in corso, e dopo le due tappe di oggi (Olanda e Scozia, ndr) domani c’è l’importante tappa londinese, che concluderà le presentazioni” fa sapere Patrizio Pazzaglia, responsabile degli investimenti di Banca Insinger de Beaufort. “L’appeal della società-continua Pazzaglia-, sarà buono se non la quoteranno al prezzo massimo della forchetta. Per noi un prezzo equo dovrebbe essere intorno a sette euro, all’incirca nel mezzo della forchetta. Comunque sia, sul mercato c’è voglia di Ipo come hanno dimostrato gli ultimi collocamenti, e questo sicuramente è un elemento da tenere in considerazione. Gli elementi positivi sono l’entità del dividendo e la posizione di leadership sul mercato italiano. Il primo sarà pari al 90% degli utili e, se anche le azioni fossero quotate al prezzo massimo, consentirebbe un rendimento del 4,4% circa. Un elemento di cui tenere conto anche per Cremonini, che assorbirà buona parte degli utili. Il secondo rappresenta la forza relativa di Marr in un mercato di riferimento (il catering, ndr) molto frastagliato e dove Marr pensa di crescere a ritmi del 10%. Per contro l’operazione si caratterizza come un opv, e a vendere sono massimamente i fondi di private equity. L’incasso non resterà quindi nella società, ma la posizione finanziaria è buona”.