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Marchionne, due segreti per Fiat

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Dal 2004 Sergio Marchionne è riuscito a semplificare l’organizzazione industriale di Fiat, ora deve riuscire a consolidare i risultati ottenuti. Il piano di Marchionne punta a migliorare il gruppo in ogni settore, snellendo la struttura burocratica e produttiva di Fiat. Il vertice di Fiat Auto è composto da una ventina di top manager, che come in ogni azienda devono esprimere un ritorno sugli investimenti richiesti al gruppo. Ma se prima quella del ritorno era una procedura burocratica e formale, ora è invece una seria valutazione economica. Ora la formulazione preliminare del ritorno sull’investimento e l’analisi sull’effetiva realizzazione sono passaggi fondamentali per il gruppo e determinano la selezione per la nuova dirigenza. Negli stabilimenti si cerca una maggiore compartecipazione tra gli ingegneri di produzione, tecnici e operai. E’ negli stabilimenti che Marchionne punta a smontare il barocchismo produttivo di Fiat, in particolare lavorando sulla standardizzazione dei componenti e sulle architetture modulari. La scommessa produttiva di Marchionne sarebbe infatti rendere più trasversali i componenti e snellire conseguentemente la produzione.