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Marc Faber, le banche centrali sono alchimisti che cercano di trasformare metalli in oro

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“Le principali banche centrali mondiali nel tentativo di stimolare la crescita si stanno comportando come alchimisti che cercano di trasformare semplici pietre in oro, e come tali sono destinati a fallire miseramente”.

Questo il commento di Marc Faber, autore della famosa pubblicazione Gloom, Boom & Doom conosciuto ai più per le sue previsioni catastrofistiche, spesso rilevatesi infondate, almeno nella tempistica, come possiamo notare rileggendo un articolo datato agosto 2013 dal titolo: Mercati: Marc Faber prevede un crollo in stile 1987, entro fine anno la caduta sarà del 20% o in quello dello scorso agosto secondo cui L’S&P 500 è destinato a crollare anche del 50%.

 alchimista magia oro pozioni“Quando penso ai banchieri centrali li associo agli alchimisti che stanno cercando di miscelare le risorse a loro disposizione per generare oro. Queste banche, però, stanno mischiando semplicemente acqua, ossia monete fatte di semplice carta, con un risultato che non porterà a nulla di positivo nel lungo termine” ha dichiarato l’analista durante una intervista televisiva a Cnbc.
Faber ha ricordato come tra gli anni 1970 e 1980 tutti pensavano che l’inflazione fosse un evento ineluttabile destinato a durare per sempre, mentre ora siamo di fronte al problema opposto con i governi mondiali alle prese con il rischio e le conseguenze della deflazione. L’attuale lotta contro questo evento potrebbe essere un errore, ha sottolineato Faber.

Nell’intervista l’esperto ha messo in luce i problemi scaturiti per i fondi pensione derivanti dalle politiche espansive messe in essere su scala globale che portano ad abbassare i tassi in maniera eccessiva : “con i tassi di interesse tendenti a zero è fisicamente impossibile che i fondi pensione possano generare performance accettabili per i propri clienti”. Un problema che potrà generare conseguenze sul tenore di vita dei pensionati e di quanti saranno costretti a rimandare il proprio pensionamento.
Faber ha infine ribadito la sua preferenza per l’unico asset finanziario capace di evitare il probabile collasso di questo sistema finanziario basato sulla “carta”: solo investendo in oro si potranno evitare conseguenze nefaste per i proprio capitali.

Le dichiarazioni seguono la decisione, ieri sera, della Federal Reserve di mantenere invariati i propri tassi di interesse nella fascia 0,25/0,50%. Una decisione attesa dal mercato che rinvia a dicembre un possibile rialzo dei tassi americani. Usa: la Federal Reserve conferma il costo del denaro, appuntamento a dicembre