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Manovra: stretta finale per le modifiche, lunedì atteso vertice tra Berlusconi e Bossi

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E’ un altro turno di proposte, dichiarazioni e suggerimenti, ma la confusione che da giorni avvolge la manovra di Ferragosto dovrebbe essere spazzata via dal vertice tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, in programma lunedì ad Arcore. Lunedì scade anche il termine, fissato dalla commissione Bilancio del Senato, per la presentazione degli emendamenti. Per il momento, quindi, la manovra da 45,5 miliardi di euro resta un cantiere aperto ma, secondo indiscrezioni di stampa, il premier starebbe pensando ad un video-messaggio da lanciare nel fine settimana per mettere alcuni paletti precisi. Tra le ipotesi, si parla di un maxi piano di dismissioni, privatizzazioni e liberalizzazioni. Ma andiamo con ordine per cercare di monitorare le quotazioni del borsino odierno di chi sale e chi scende.
 
Patrimoniale e pensioni. Le novità sono state lanciate ieri dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, che durante il meeting di Rimini ha annunciato una sorta di patrimoniale sopra i 2 milioni di euro. Calderoli ha inoltre aperto alla possibilità di mettere mano alle pensioni di reversibilità e alle indennità di accompagnamento, senza però fornire numeri precisi. Rimanendo nel capitolo previdenziale, la Lega ha aperto qualche spiraglio ad un anticipo al 2014 per l’innalzamento dell’età pensionali delle dipendenti private.


Iva. Resta stabile l’idea di un aumento dell’1-1,5% dell’Iva “ordinaria” (oggi al 20%), lasciando però invariata al 10% l’Iva “ridotta” e quella “minima” al 4%, quest’ultima applicata sugli alimentari e sulle abitazioni prima casa. Nei giorni scorsi erano circolati i calcoli riguardo all’incremento di 1 punto sia dell’Iva ordinaria sia di quella ridotta, che porterebbe nelle casse dello Stato circa 8-9 miliardi di euro. Oggi la Confcommercio ha ribadito la sua totale contrarietà all’aumento dell’Iva perché, secondo l’associazione dei commercianti, avrebbe effetti depressivi sui consumi e un impatto negativo sul Pil.
 
Contributo di solidarietà. L’aumento dell’Iva, come spiegato ieri, viaggia di pari passo con le possibili modifiche al contributo di solidarietà imposto alle fasce medio-alte. Nel decreto varato lo scorso 12 agosto dal Consiglio dei Ministri è presente un contributo di solidarietà (3,8 miliardi di euro gli effetti calcolati nel prossimo triennio) a carico dei redditi medio-alti. Per quanto riguarda i dipendenti privati, stando al testo originario, scatterebbe un prelievo del 5% sugli stipendi sopra i 90 mila euro e del 10% per la parte eccedente i 150 mila euro (come applicato dalla manovra 2010 per i dipendenti pubblici). Il borsino degli ultimi giorni dice però che il Governo starebbe pensando di far scattare un prelievo del 5% sopra i 200 mila euro, oppure di innalzare la soglia minima da 90 mila a 100-120 mila euro.
 
Robin Tax. Resta d’attualità la Robin Hood Tax. La commissione Industria del Senato ha suggerito l’applicazione dell’aliquota della Robin Tax a tutte le società concessionarie. I settori regolati interessati dall’allargamento dell’ambito di applicazione dell’imposta sarebbero autostrade e telecomunicazioni, ma potenzialmente anche aeroporti e servizi locali. Una proposta che ha trovato un secco “niet” da Confindustria. Gli industriali stanno spingendo per un’eliminazione di questa aliquota sul settore energetico e si è detta anche contraria alla sua estensione agli altri settori. Resta di forte attualità il tetto agli stipendi dei supermanager e dei funzionari di Stato.