Manovra, spunta l'ipotesi privatizzazioni. Sul mercato nuove quote di Eni, Enel e Finmeccanica?

Inviato da Redazione il Mer, 13/07/2011 - 10:27

La manovra economica potrebbe portare in dote una svolta nella politica delle privatizzazioni. O meglio un'accelerazione su un terreno che l'attuale esecutivo non ha finora calcato. A rilanciare l'indiscrezione sono alcuni quotidiani in edicola oggi, in particolare Repubblica, citando gli accenni sul tema che il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, avrebbe fatto nelle riunioni avute ieri con esponenti di maggioranza e opposizione.

Nella rete del provvedimento cadrebbero secondo il quotidiano romano i grandi colossi di Stato come Eni, Enel e Finmeccanica, di cui il Tesoro è ancora il principale azionista. Il Tesoro si troverebbe a dover fare a meno di un ricco flusso di dividendi, ma l'italia fornirebbe senza dubbio un segnale forte a mercati finanziari bisognosi di rassicurazioni.

Secondo l'ipotesi di stampa, potrebbero quindi finire sul mercato nuove quote dei tre gruppi presenti a Piazza Affari, ma anche le partecipazioni in aziende municipalizzate. Le norme inserite nell'ultima versione della manovra - stando alla ricostruzione del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari - prevedono che le privatizzazioni riguardino tutti i servizi comunali esclusa l'acqua (per rispetto dell'esito del referendum), con un meccanismo di incentivi ai Comuni: avranno premi se venderanno quote di municipalizzate, saranno penalizzati in caso contrario.

Il Sole 24 Ore scarta invece l'ipotesi che a finire sul mercato possano essere ulteriori quote di Eni o Enel, puntando invece su quelli che definisce "gioielli di famiglia": le Ferrovie, le Poste e la Sace.

L'accelerazione sulle privatizzazioni non sarebbe però l'unico segnale gradito ai mercati finanziari. Così come non lo sarebbe l'intesa bipartisan sulla riduzione dei tempi per l'approvazione della manovra in Parlamento. Il centrosinistra appare infatti orientato a proporre un ordine del giorno alla manovra che prevede l'attuazione delle deleghe per il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2014 indipendentemente dallo schieramento che si aggiudicherà le prossime elezioni politiche.

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