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La manovra sbarca oggi al Senato, ipotesi tassa su capitali scudati e Tfr in busta

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Oggi pomeriggio, alle ore 16.30, approda in Senato il testo della manovra aggiuntiva da 45 miliardi di euro varata venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri. Passaggio obbligato visto che l’aula di Palazzo Madama dirotterà il disegno di legge alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato che inizieranno l’esame del testo a partire da lunedì 22 agosto. Testo che potrebbe subire correzioni importanti, ma l’impostazione non verrà modificata. Due le novità dell’ultima ora apparse sui principali organi di stampa: l’introduzione di una tassa sui “capitali scudati” e il Tfr nella busta paga mensile.


La prima ipotesi consiste nel tassare coloro che usufruirono nel 2009 dello scudo fiscale per riportare i capitali in Italia. Capitali che nel 2009 erano stati tassati al 5%. Adesso si parla di una percentuale dell’1-2% che, secondo indiscrezioni di stampa, genererebbe un gettito di circa 2-3 miliardi di euro. La seconda proposta, avanzata dal leader leghista Umberto Bossi, riguarda il Trattamento di fine rapporto (Tfr). Bossi ha parlato di un progetto “che darà un doppio stipendio mensile”. Non è proprio così, visto che il Tfr vale circa il 7% annuo della retribuzione lorda. I giornali ipotizzano quindi la possibilità di spalmare la liquidazione nelle buste paghe.

Nel frattempo ieri sono usciti i dettagli della maxi manovra di Ferragosto ed anche qui è presente il Tfr. Saranno infatti 19 mila dipendenti statali che, scegliendo il pensionamento anticipato nel 2012, dovranno aspettare due anni per mettere le mani sulla propria liquidazione. Una mossa che porterà circa 2,52 miliardi di euro nel biennio 2012-2013. Ma ecco i dettagli sulle altre entrate che arriveranno allo Stato grazie ai diversi punti della manovra.


L’allineamento al 20% sulla tassazione delle rendite finanziarie a regime porterà circa 1,9 miliardi di euro all’anno; il contributo di solidarietà sui redditi sopra i 90 mila euro (5% e 10% nella parte che eccede i 150 mila euro) avrà effetti per 3,8 miliardi nel prossimo triennio; 4,5 miliardi arriveranno dall’aumento delle accise sul tabacco e dagli interventi sui giochi; l’incremento della Robin Hood tax sul comparto energetico garantirà nei prossimi tre anni circa 3,6 miliardi di euro. L’effetto Robin tax si è sentito ieri a Piazza Affari, dove Terna è sprofondata con un -13,6% mentre Snam Rete Gas ha segnato un tondo del 9,9%.