Manovra: per il NYT tasse e non riforme strutturali, entro Natale l'ok del Senato. C'è la fiducia della Camera

Inviato da Alberto Bolis il Ven, 16/12/2011 - 13:01

Il New York Times non fa sconti alla manovra del governo Monti. Il prestigioso quotidiano della Grande Mela scrive che il pacchetto di misure che oggi sarà approvato alla Camera "consiste soprattutto in un aumento delle tasse e non in cambiamenti strutturali che molti esperti ritenevano necessari per sostenere la ripresa economica". Le difficoltà del premier Monti, prosegue il New York Times, potrebbero indebolire le basi dell'accordo raggiunto a Bruxelles la scorsa settimana dai leader del Vecchio Continente. "Oltre alle misure di austerity - scrive il NYT - i Paesi fortemente indebitati dovrebbero promuovere riforme strutturali che potrebbero aumentare la competitività delle loro economie come quelle del Nord Europa, in particolare della Germania".

Dopo giorni di frenetiche trattative con le principali forze politiche, il quotidiano statunitense scrive che il governo Monti si è inchinato alla pressione del centro-destra ed ha cancellato alcuni elementi della manovra, come ad esempio l'accelerazione sulle liberalizzazioni. Dopo le proteste del centro-sinistra e delle organizzazioni sindacali, invece, l'esecutivo ha rivisto l'impianto originario della riforma previdenziale. Oggi il decreto "salva-Italia" ha ottenuto la fiducia alla Camera con 495 sì (88 i no e 4 gli astenuti) e la prossima settimana, se i tempi saranno rispettati, otterrà il via libera anche da parte del Senato.

Nelle intenzioni del Governo, come riportato oggi dalla stampa nazionale, il capitolo liberalizzazioni verrà riaperto con forza dopo che la manovra sarà stata approvata da entrambi i rami del Parlamento. In mattinata ha parlato anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso di un videomessaggio per la XXII edizione di Telethon. "L'Italia deve far fronte a grossi rischi per la propria finanza, per la propria economia e quindi chiede sacrifici agli italiani di tutti i ceti sociali, anche agli italiani dei ceti meno abbienti, perché si facciano le scelte indispensabili al fine di preservare lo sviluppo della nostra economia e della nostra società in un clima di libertà e di maggiore giustizia", ha spiegato il Capo dello Stato.

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