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Manovra: il decreto arriva in Senato, rispunta ipotesi aumento dell’Iva. Per Napolitano serve maggiore credibilità

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La manovra oggi approda in Senato all’indomani del sì arrivato dalla commissione Bilancio di Palazzo Madama. E mentre si punta al voto finale di domani rimangono da sciogliere ancora gli ultimi nodi su Iva e pensioni.


Intanto ieri si è fatto sentire il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo una lunga giornata di passione per i mercati finanziari. “Rafforzare subito l’efficacia e la credibilità della manovra”, così il capo dello Stato nel tentativo di spronare le forze politiche ad interventi strutturali che possano restituire fiducia ai mercati.
Il riferimento? Le ipotesi sono tutte per un aumento dell’Iva di uno o due punti dall’attuale 20%, auspicato ieri anche dal governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. Ipotesi invece che sembra già essere tramontata per la Lega che ha espresso un secco no sul possibile aumento durante il vertice tenutosi ieri in via Bellerio con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti.

Non è mancata ieri la voce dell’Europa. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha definito quella dell’Italia una “situazione estremamente fragile”, mentre il presidente stabile dell’Ue , Herman Van Romuy ha auspicato una maggiore pressione su Roma e Atene “perché realizzino le manovre correttive da loro stesse concepite”, anche perché gli acquisti di Btp realizzati dall’Eurotower “non può essere dato per scontato”, ha ricordato Draghi. 
Jean Claude Trichet, governatore Bce, ha reclamato maggiore severità per i per chi ha i conti fuori posto. “Se un Paese non riesce a prendere le decisioni adeguate in termini di risanamento di bilancio, allora dovrebbe essere consentito di imporle a livello centralizzato”.


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