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Manovra, anche Confesercenti boccia ipotesi aumenti Iva: consumi sono già in frenata

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No a qualsiasi ipotesi di incremento dell’IVA, aumenti ‘selettivi’ inclusi. E’ la presa di posizione netta di Confesercenti che rimarca come i consumi italiani stanno già vivendo una frenata allarmante e “un ulteriore appesantimento fiscale darebbe loro il colpo di grazia”.

“I consumi delle famiglie italiane sono il vero malato della nostra economia: dobbiamo ancora recuperare 26 miliardi di euro di spesa persi dall’inizio della crisi. Siamo l’unico Paese europeo ad essere rimasto così indietro”, argomenta Confesercenti in una nota. E nel 2018 si prospetta una frenata allarmante: la crescita stimata per l’anno da Confesercenti e Cer è ferma all’1%, il dato peggiore dal 2014 ed il 40% in meno di quanto previsto dal DEF ancora vigente. Stime elaborate ipotizzando lo stop agli aumenti IVA previsti dalle clausole di salvaguardia. Se così non fosse il quadro di previsione sarebbe decisamente peggiore: la variazione dei consumi si abbasserebbe allo 0,8% già nel 2019, per arrivare quasi allo stop (+0,3%) nel 2020.

Confesercenti contraria anche ad un eventuale scambio tra gli aumenti IVA e la riduzione dell’IRPEF poichè si tratterebbe di uno scambio diseguale, in cui a guadagnarci sarà comunque il ‘banco’ dell’Erario: un guadagno già assicurato nei confronti dei contribuenti “incapienti” che a fronte di un reddito molto basso non pagano l’Irpef e che, dunque, non trovano alcun beneficio dalla riduzione delle aliquote dell’imposta sul reddito mentre sono colpite pesantemente dagli aumenti Iva.