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Manipolazioni sul VIX, scattano indagini USA su puntate sospette dei trader sull’indice della paura

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Indice VIX di nuovo sotto l’occhio del ciclone per possibili manipolazioni dei prezzi da parte di società di trading. L’indice Vix, che misura la volatilità dello S&P 500 da molti ribattzzato come l’indice della paura, è stato protagonista di forti sbalzi nella scorsa settimana in coincidenza con le turbolenze dei mercati. Il balzo di oltre il 100% di lunedì 5 febbraio ha provocato anche la successiva chiusura del fondo XIV ETN, fondo quotato a gestione passiva concepito per shortare la volatilità, scivolato di oltre l’80%.

Il VIX potrebbe essere stato soggetto a manipolazioni da parte di società di trading attraverso l’utilizzo di algoritmi capaci di muovere il VIX al rialzo o al ribasso semplicemente pubblicando valori associati alle opzioni dell’S&P 500 senza bisogno di compiere effettivamente delle operazioni di trading. A riportare la notizia dell’apertura di indagini su una possibile manipolazione è stato il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali la Financial Industry Regulation Authority starebbe esaminando se le scommesse dei trader sulle opzioni dello S&P 500 possono influenzare o meno i prezzi dei future sul Vix, che vengono appunto calcolati con una formula basata su questi contratti.

 

L’indagine è scattata dopo che uno studio legale di Washington, lo Zuckerman Law, in rappresentanza di un anonimo cliente, ha inviato una lettera a tutte le autorità di regolamentazione dei mercati – a cominciare dalla Sec e dalla Cftc – per chiedere di far luce su potenziali irregolarità e truffe.

 

La scoperta di manipolazioni sarebbe un duro colpo per Cboe Global Markets, società Usa che detiene il controllo del Chicago Board Options Exchange, il più grande mercato al mondo per lo scambio di opzioni.