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Manca poco per l’Albo unico dei consulenti finanziari

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Dopo anni di attesa, il governo Renzi sembra deciso a portare chiarezza nel mondo della consulenza finanziaria rivolta ai risparmiatori riunendo sotto un unico tetto tutte le figure professionali che si occupano di consulenza finanziaria in materia di investimenti: promotori finanziari e consulenti indipendenti fee only (persone fisiche e giuridiche). Grazie al nuovo Albo unico tutti i consulenti indipendenti potranno esercitare la professione, non solo quelli che erano già in attività dal 1 novembre 2007 e che in questi anni hanno operato in virtù del regime transitorio. Nonostante la bozza che prevedeva l’istituzione dell’Albo unico per questi professionisti sia stata stralciata all’ultimo momento dal Dl Competitività secondo quanto risulta a Brown Editore il progetto dovrebbe essere riproposto in tempi brevissimi dall’Esecutivo. In questo modo i risparmiatori potranno scegliere liberamente se continuare ad affidare i propri risparmi ad un consulente finanziario che opera per conto di intermediario (promotore finanziario o private banker) o affidarsi invece ad un consulente indipendente, libero da conflitti di interesse rispetto al mondo bancario.

L’Albo unico della consulenza finanziaria

Secondo il progetto messo a punto dal ministero dell’Economia, l’Albo unico dei consulenti finanziari sarà diviso in tre distinte sezioni in relazione al tipo di attività svolta dai soggetti che prestano attività di consulenza in materia di investimenti: i consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (gli attuali promotori finanziari) che offrono il collocamento di prodotti finanziari e servizi di consulenza evoluta a parcella, i consulenti finanziari indipendenti (gli attuali consulenti fee only) e le società di consulenza finanziaria (Scf). Queste ultime due categorie di operatori non potranno svolgere attività di vendita ma presteranno solo assistenza per una corretta pianificazione degli investimenti e saranno remunerate dai propri clienti esclusivamente con una parcella. Inoltre non potranno ricevere compensi dagli intermediari che emettono prodotti finanziari. Per gli oltre 33mila promotori finanziari attivi la nuova denominazione tende a incorporare l’evoluzione dell’attività svolta che è passata nel tempo dalla semplice vendita di prodotti finanziari per arrivare a quella di un consulente che presta servizi complessi ai clienti per conto dell’intermediario di riferimento. Il tutto anche in previsione di possibili cambiamenti legati all’evoluzione del quadro normativo, con l’introduzione a regime della normativa Mifid II che mira a spostare il baricentro dell’attività dei promotori verso i servizi forniti ai clienti riducendo contemporaneamente quelli legati al mero collocamento (vendita) dei prodotti. La bozza ministeriale prevede anche la trasformazione dell’attuale Apf (Organismo per la tenuta dell’Albo dei promotori finanziari) nel nuovo Organismo che avrà anche funzioni di vigilanza sulla categoria dei consulenti finanziari, affidate fino ad ora alla Consob.

Diventare consulenti indipendenti

Se l’iter per diventare promotori finanziari, o meglio secondo la nuova denominazione “consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede”, è noto, rimangono da definire i requisiti per l’iscrizione all’Albo unico da parte dei consulenti fee only. Secondo Luca Mainò, membro del consiglio direttivo dell’associazione Nafop e pioniere della consulenza indipendente in Italia, “i requisiti per l’iscrizione all’Albo da parte di chi svolge consulenza indipendente risalgono al 2008, anno in cui avrebbe dovuto partire l’albo dei consulenti indipendenti secondo quanto stabilito dalla legge di recepimento della Mifid, ma nel frattempo si sono create situazioni che dovranno essere giocoforza sistemate. In particolare promotori finanziari e quadri bancari con due anni di attività negli ultimi tre potranno iscriversi d’ufficio al nuovo Albo, basterà solamente essere in possesso anche del requisito di indipendenza, ossia lasciare il mandato o licenziarsi dalla banca. La stessa cosa varrà per tutti i consulenti indipendenti (persone fisiche e giuridiche) che al 1° novembre 2007 erano già in attività ed in questi anni hanno continuato ad operare in forza del c.d. periodo transitorio”. “Esistono inoltre migliaia di persone attualmente iscritte all’albo dei promotori senza mandato – prosegue Mainò – che riteniamo debbano potersi registrare direttamente alla nuova sezione degli indipendenti anche in vista del fatto che l’esame per l’iscrizione sarà praticamente lo stesso per le due figure, senza contare chi nel frattempo si era cancellato dall’albo e tutti quegli operatori finanziari che i requisiti li avrebbero addirittura persi per assenza delle norme attuative di riferimento sottoposte ai numerosi rinvii”. Per stimare quanti saranno a regime i consulenti indipendenti si può fare riferimento ai documenti preparati in occasione del Tavolo di lavoro organizzato dalla Consob nel 2010: nello scenario prudente si prevedevano da 2.000 a 5.000 consulenti finanziari persone fisiche iscritte e da 60 a 100 società di consulenza finanziaria iscritte.

Novità anche per le società di consulenza

In previsione dell’avvio del nuovo Albo unico dei consulenti finanziari, Ascosim ha cambiato denominazione (e pertanto statuto): non è più solo l’associazione delle Sim di consulenza, ma è diventata l’associazione delle società di consulenza finanziaria, ammettendo l’iscrizione anche alle società di consulenza finanziaria (Scf) intenzionate ad iscriversi all’Albo unico dei consulenti non appena sarà possibile. Secondo il segretario generale di Ascosim Massimo Scolari “la mancanza di un Albo con regole certe ha frenato lo sviluppo del settore ma ora i vantaggi dell’Albo saranno avvertiti da tutti i professionisti del settore che potranno ottenere una maggiore visibilità presso i risparmiatori, distinguendosi dai soggetti che oggi operano in assenza di autorizzazioni.”

Oltre l’Albo conta anche la formazione

Con l’introduzione del nuovo Albo unico i risparmiatori potranno scegliere la figura di consulente più adatta alle proprie esigenze. “Efpa Italia, nonostante il tema sia politico e quindi non di stretta competenza della Fondazione, vede di buon auspicio la nascita di un Albo unico dei consulenti finanziari che completa un importante tassello per fornire maggiori tutele al risparmiatore”, chiarisce Aldo Varenna, presidente di Efpa Italia. Varenna sottolinea poi che, “indipendentemente dal tipo di consulenza fornita (base, evoluta, indipendente), al consulente è richiesto un servizio di qualità che per essere erogato richiede un processo di formazione continua come quello che viene assicurato dai professionisti certificati Efpa. In un certo senso la nostra certificazione ha anticipato l’Albo, visto che i diversi livelli di certificazione comprendono tutte le diverse figure di professionisti impegnati, bancari, promotori finanziari e consulenti indipendenti fee only”.

I requisiti per i consulenti finanziari indipendenti

Secondo Luca Mainò della Nafop i criteri per accedere all’Albo unico come consulente indipendente sono quelli fissati dal decreto 206 del 24 dicembre 2008 che prevede per le persone fisiche il diploma di scuola media superiore più il sostenimento di un esame, il requisito di indipendenza, ossia nessuna remunerazione da soggetti diversi dal cliente, la sottoscrizione di una polizza Rc professionale che copra 1 milione di euro per ciascuna richiesta di indennizzo con un massimale di 1,5 milioni di euro all’anno. Per quanto riguarda le persone giuridiche è previsto il requisito di indipendenza per soci ed esponenti aziendali e gli stessi dovranno avere i requisiti per l’iscrizione all’Albo delle persone fisiche. Inoltre la Rc professionale per le società dovrà coprire 1 milione di euro per ciascuna richiesta di indennizzo con un massimale di 5 milioni l’anno. Saranno esonerati dalla prova valutativa i promotori finanziari regolarmente iscritti al relativo albo che, per uno o più periodi di tempo (complessivamente pari a due anni) nei tre anni precedenti la richiesta di iscrizione all’Albo, hanno esercitato la propria attività professionale per conto di soggetti abilitati; saranno esonerati anche i quadri bancari di terzo e quarto livello che, per uno o più periodi di tempo complessivamente pari a due anni nei tre anni precedenti la richiesta di iscrizione all’Albo, siano stati addetti ad uno dei servizi di investimento previsti dal Tuf, o al settore della commercializzazione di prodotti finanziari del soggetto abilitato, ovvero il personale preposto ad una dipendenza o ad un’altra unità operativa di un soggetto abilitato, o comunque responsabile della stessa, addetto ad uno dei predetti servizi di investimento.

Articolo pubblicato sul numero di luglio-agosto del mensile “F-risparmio & investimenti”.