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Malnati: un muro di gomma impedisce ai gestori di portare cambiamenti

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Roberto Malnati a Investment & Trading Forum : c’è un muro di gomma che impedisce ad una nuova generazione di gestori di portare cambiamenti.


Roberto Malnati e’ stato il fondatore ed il direttore di Finanzaonline.com, ha ideato e realizzato il trading system Luxor utilizzato da istituti finanziari e commercializzato da il Sole 24 Ore. Con Fairdale Finance Ltd, Londra, presso la succursale di Lugano, si è occupato dello sviluppo di sistemi di analisi quantitativa e di modelli di gestione del rischio per fondi hedge e banche. Attualmente lavora a Lugano alle dipendenze di Weltika SA in qualità di advisor della Sicav lussemburghese CB Accent Lux – Asian Century di Corner Banca SA

Domanda: Roberto, bolla o non bolla? Se non fosse una cosa molto seria farebbe quasi ridere… ci sono un po’ di signori che prima gonfiano la bolla, poi si mettono al riparo, e poi cominciano a dire spaventati che c’è una bolla, sperando che qualcuno la faccia esplodere…
Tu come vedi la situazione?
Risposta: Bolla è quando arbitro fischia, direbbe Boskov se gli proponessero di allenare una squadra di traders. Ma in questa partita gli arbitri sono entrati in campo e si stanno confondendo con i giocatori. A ben pensarci é persino difficile scorgerla questa mitica “bolla”. Azioni ? Obbligazioni ? Materie prime ? Metalli preziosi ? Immobili ? Tassi ? Rapporti di cambio tra divise ? Massa monetaria ?
E se la vera bolla fosse quella dei titoli di stato che tutti vogliono in portafoglio per scongiurare la bolla ? La bolla delle mancate bolle.  Il Finale di partita.
A proposito di “Finale di partita”, trovo illuminante l’omonima opera di Beckett  che descrive magistralmente la partita giocata da Hamm, un vecchio e ricco signore giunto al termine della sua esistenza. E’ Hamm, nella mia immaginazione il dollaro, il pezzo del re in questo finale di partita, continuamente messo sotto scacco dagli altri personaggi, primo tra tutti Clov, il suo servitore.
E Clov chi è ? Clov non può che essere il renminbi (yuan), ossia la divisa cinese.
Lo stesso Beckett  durante le prove dello spettacolo, spiegò: “Hamm è il re in questa partita a scacchi persa fin dall’inizio. Nel finale fa delle mosse senza senso che soltanto un cattivo giocatore farebbe. Un bravo giocatore avrebbe già rinunciato da tempo. Sta soltanto cercando di rinviare la fine inevitabile”.

D.: Cosa succede all’industria del risparmio gestito in Italia? Perché questa continua emorragia?
R.: Prima sono crollate le gestioni patrimoniali in fondi sotto il peso delle doppie commissioni, poi hanno cominciato a traballare le gestioni patrimoniali mobiliari, nel frattempo “qualche” investitore si è accorto dell’esistenza degli ETF.
Il problema vero è che l’industria del risparmio è spesso miope ed egoista e preferisce  guardare a cosa fanno gli altri e/o replicare degli indici piuttosto che correre il rischio di intraprendere nuove strade. C’e’ vitalità. C’e’ linfa. Ci sono abilità individuali e buone idee che aspettano solo il momento di diventare prodotti. Ma c’e’ un muro di gomma che impedisce ad una nuova generazione di gestori di portare cambiamenti.
Chi può per disponibilità di capitali e/o abilità individuali dribblare i vincoli distributivi che le banche impongono, cerca e sottoscrive Hedge Fund o prodotti esterovestiti. E l’italico risparmio gestito muore.

D.: Sei sempre stato un chiaro cultore della finanza quantitativa, sia personalmente sia con il fondo Asian Century di cui sei advisor. Oggi sei ancora un sostenitore del trading quantitativo? Ci sono limiti dimensionali oltre i quali gestire con il trading quantitativo diventa impossibile?
R.: Ho rivisto molte delle mie convinzioni ora che sono passato da costruttore di auto (trading system) a pilota delle auto che un tempo costruivo.
Oggi, rispetto a qualche anno fa mi sento più a mio agio con gli strumenti di analisi quantitativa perché le mie aspettative sono inferiori. Sono disposto a tollerarne l’imperfezione e l’inadeguatezza e ad accettarli per quello che sono: un ausilio. Un bastone che mi, anzi che ci permette di camminare con prudenza, senza cadere nei tombini aperti, nonostante la nostra cecità rispetto agli eventi futuri.
Fortunatamente,il problema dei limiti dimensionali, per il tipo di mercati che seguo non si è ancora fatto sentire. Ma in generale c’è, esiste e per molti mercati da trader è un limite molto ma molto piccolo.

D.: Sei stato tra i fondatori del TOL italiano con la tua esperienza in FinanzaOnLine: mettiamoci una mano sul cuore e non sul portafoglio, quale è il ricordo migliore che ti porti dietro del TOL retail ? E l’insegnamento più profondo ?
R.: Il miglior ricordo e l’insegnamento più profondo coincidono. Tardi, forse troppo tardi ho scoperto che dietro ai nickname del forum c’era un mondo di esperienze straordinarie che avrebbero potuto incontrarsi per formare un gruppo che non avrebbe avuto pari nel settore finanziario. Tanti mattoni, pilastri, travi e colonne che non sono mai diventate una casa.

D.: la figura che ti ha insegnato di più tra i trader retail, come e perché…
R.: La “casalinga di Voghera” che senza titoli universitari e/o campionati di trading vinti, ma con metodo, determinazione e consapevolezza dei propri limiti e mezzi, ha passato indenne anche questa fase di mercato.

D.: il tuo errore tecnico o di vita che non consiglieresti mai ai tuoi amici…
R.: il mio errore più grosso è stato, è e sarà quello di credere che ci sia un limite alla irrazionalità dei comportamenti dei partecipanti al mercato e di conseguenza all’ irrazionalità del mercato stesso.


Roberto Malnati sara’ presente in veste di relatore a ITForum – Rimini, 15 e 16 maggio 2008.


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