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Mail Trump Jr fanno vacillare il dollaro, ora palla alla Yellen

Il Russiagate torna a scuotere i mercati con dollaro in caduta dopo l’emergere dello scambio di mail tra il figlio maggiore di Donald Trump ed esponenti russi per il sostegno …

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Il nuovo capitolo del Russiagate, con la diffusione delle mail di Trump Jr risalenti al giugno 2016, scuote solo in parte i mercati. Se da un lato Wall Street ha recuperato ieri nel corso della seduta l’iniziale debolezza a seguito dell’emergere delle mail tra il primogenito di Trump e l’avvocato russo Natalia Veselnitskaya, il dollaro è sceso a picco e anche oggi si conferma debole in attesa dell’audizione della Yellen.

Ecco le mail incriminate

Il figlio maggiore di Donald Trump ha rilasciato una catena di email citando il sostegno russo a suo padre prima delle elezioni statunitensi dell’anno scorso. In particolare il figlio maggiore del presidente statunitense, in seguito alle rivelazioni del New York Times, è stato costretto a pubblicare lo scambio di email con Rob Goldstone, riguardante l’incontro del 9 giugno del 2016 con l’avvocato russo Natalia Veselnitskaya che sosteneva di avere materiale compromettente su Hillary Clinton. Trump Jr sostiene di non aver detto nulla al padre circa l’incontro con la Veselnitskaya. 

Goldstone gli ha riferito di potenziali “informazioni di alto livello e sensibili” che erano “parte del sostegno della Russia a Trump”. La replica di Trump Jr è stata molto eloquente: “Se è quello che dici mi piace (I love it) specialmente più in là durante l’estate”. Quattro giorni dopo, a seguito di un ulteriore scambio di email, l’intermediario propose l’incontro a New York con un “avvocato del governo russo”, la Veselnitskaya, appunto. Trump Jr acconsentì, indicando che avrebbe portato con sé Paul Manafort (il capo della campagna di Trump) e “mio cognato”, vale a dire Jared Kushner, marito di sua sorella Ivanka e oggi consigliere di Trump alla Casa Bianca.

Dollaro ai minimi da maggio 2016 contro l’euro

Nuove rivelazioni che hanno scosso il dollaro, sceso con decisione contro lo yen e le altre principali valute. Il cross euro/dollaro è schizzato questa mattina fino a quota 1,1489, sui nuovi massimi da maggio 2016. Da inizio anno il dollaro è sceso di oltre l’8 per cento contro l’euro.

Forte inversione di tendenza anche per il cross dollaro/yen che è sceso a 113,4, in calo di circa una figura dai massimi a 4 mesi a cui viaggiava alla vigilia prima dello scoppio dello scandalo mail Trump Jr.

Yellen Day tra tassi e bilancio Fed

A guidare il dollaro nelle prossime ore sarà l’audizione al Congresso Usa di Janet Yellen. Il presidente della Federal Reserve potrebbe fornire dettagli in merito alle tempistiche del prossimo rialzo dei tassi. Attenzione anche sulle tempistiche della riduzione del bilancio della Fed. Il membro della Fed, Lael Brainard, ha dichiarato che se i dati continueranno a confermare la solidità del mercato del lavoro e dell’attività economica degli Stati Uniti, sarebbe appropriato iniziare presto un graduale e prevedibile percorso per il run-off del bilancio Fed.

Sul fronte banche centrali appuntamento oggi con la Bank of Canada che potrebbe rompere il ghiaccio effettuando il primo rialzo dei tassi degli ultimi 7 anni. Come in parte preannunciato dal governatore Poloz nelle scorse settimane, la banca centrale canadese potrebbe decidere di apportare una prima stretta sui tassi con il costo del denaro che, stando alle stime di consensus Bloomberg, sarà alzato allo 0,75% dallo 0,5% attuale.