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Magiste: la Procura di Roma dice no al concordato preventivo

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Respinta la richiesta di concordato preventivo presentata dagli avvocati di Ricucci il 15 giugno scorso. La Procura di Roma ha ritenuto no ci fossero gli elementi necessari ad accogliere la richiesta e ha chiesto il fallimento per della società dell’immobiliarista. Nelle pagine depositate ieri dai giudici romani si legge che un eventuale accoglienza della richiesta, finirebbe per “penalizzare esclusivamente i creditore erariale”. Il denaro con cui la Magiste avrebbe partecipato al concordato, infatti, è tutto sottoposto a sequestro dalla procura di Milano. I 71 milioni messi a disposizione “sono all’evidenza no disponibili allo stato”, si legge ancora. Insomma, non ci sarebbero i soldi per risarcire l’erario, con cui la Magiste è notevolmente in debito. Il parere contrario al concordato preventivo non è involante per il tribunale fallimentare. Se dovesse essere dichiarato il fallimento, sarebbero a rischio i circa 409 milioni escussi da Bpi per il pegno sulle Rcs, possibili oggetto di un’eventuale azione revocatoria.