Madrid trema: anche Moody’s mette in dubbio la stabilità della Spagna

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Siamo quasi a tre. Dopo Standard & Poor’s e Fitch, anche Moody’s potrebbe bocciare il merito di credito della Spagna. L’agenzia di rating ha messo sotto osservazione per un possibile taglio il rating al momento ancora Aaa di Madrid. Una decisione che riflette il peggioramento delle prospettive di crescita a breve e lungo termine del paese e le sfide che il governo governo socialista di José Luis Zapatero dovrà fronteggiare per raggiungere i propri obiettivi di risanamento fiscale.


La manovra lacrime e sangue per riportare sotto controllo il maxi deficit di bilancio potrebbe dunque non bastare. Se dalle parole si passerà ai fatti la penisola iberica uscirà dal salotto buono della tripla A, quello che contraddistingue i Paesi più affidabili in termini di solvibilità del debito pubblico come gli Stati Uniti, la Germania o le stabili economie scandinave, e c’è già chi sul mercato grida allo shock sistemico.

A far rompere gli indugi agli analisti, che avevano resistito di fronte alla crisi del debito greco, diversi fattori: primo il peggioramento delle prospettive di crescita, un tempo fiore all’occhiello dell’economia iberica, divenute più deboli rispetto ad altre economie a tripla A; secondo i difficili obiettivi fiscali fissati dal governo, che richiederanno “ulteriori aggiustamenti ai principali capitoli di spesa”. La Spagna ha avuto un deficit pubblico di 11,2% del prodotto interno lordo nel 2009, mentre il rapporto debito/Pil, pari a circa il 55%, e secondo Moody’s potrebbe salire all’80% del Pil entro il 2014.


 


E poi c’è il costo del finanziamento del debito, piuttosto alto ora che la Spagna deve pagare ben due punti percentuali in più sulla scadenza decennale rispetto al bund tedesco a causa della crisi di fiducia che ha investito i titoli di Stato europei. “La decisione di Moody’s aggiungerà senza dubbio nervosismo all’azione di risanamento di Madrid, che potrebbe essere letta come meno incisiva dal mercato”, osserva Nick Stamenkovic, strategist di Ria Capital Markets. “Non si tratta comunque di una mossa che arriva come un fulmine a ciel sereno, Madrid ha già perso la tripla A con altre due agenzie di rating”.


 


Eppure il pensiero che si concretizzi un’ennesima bocciatura della Spagna fa tremare i polsi agli operatori di Borsa. Da Wall Street alle Borse asiatiche l’avvertimento di Moody’s ha provocato un nuovo terremoto. E all’Europa non va meglio.  Sulla scia di Wall Street e Tokyo le principali Borse europee hanno avviato la seduta in territorio negativo. Dopo le prime battute d’assestamento Parigi perde l’1,69%a 3.384,71 punti, Francoforte l’1,37% a 5.883,92, Londra l’1,31% a 4.852,14, Amsterdam l’1,22% a 312,93.

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