Madrid paga caro il successo dell'asta: balzano i tassi, Moody's attacca ancora

Inviato da Micaela Osella il Mar, 21/12/2010 - 12:03
Togliere fiato agli speculatori è impresa ardua. Ieri è toccato alla Francia finire nel mirino dei gossip. Oggi gli indizi puntano alla Spagna. Madrid ha piazzato questa mattina un'emissione di buoni del Tesoro decennali. L'importo è stato pari a 3,876 miliardi a tre e sei mesi. Con tassi in forte rialzo rispetto all'ultima emissione dello stesso tipo di fine novembre. Il rendimento medio dei titoli trimestrali è salito all'1,804% contro l'1,743% dello scorso 23 novembre. In rialzo anche il tasso sui titoli semestrali, al 2,597% dal 2,111%. Segno che la percezione del rischio Paese attorno Madrid è in crescita tra gli investitori.
 
Secondo Chiara Cremonesi fixed income strategist di Unicredit i rendimenti sono saliti, ma in maniera meno marcatia rispetto al Portogallo e rispetto a quello che si è visto la scorsa settimana. "Posto che lo scenario sulla periferia continua a ricevere notizie negative, l'asta spagnola di questa mattina è andata tutto sommato bene perché la domanda è stata buona, anzi migliore di quella della scorsa settimana".
 
A mettere un po' di pepe è stata per l'ennesima volta l'agenzia di rating Moody's che ha annunciato di aver abbassato il rating a lungo termine di due regioni spagnole: La Murcia, da Aa2 a Aa3, e la Castilla-La Mancha ad Aa3 da A1, dopo aver avvisato la scorsa settimana di un possibile deterioramento della nota di debito spagnola. Per la regione di Castilla-La Mancha, l'agenzia spiega che questo declino riflette un deterioramento maggiore del previsto dei risultati finanziari per il 2010 e il 2011. L'outlook associato con la nota della regione è "negativo". Per la regione di Murcia, il calo dei rating riflette il continuo deterioramento della performance per il settore finanziario in questi ultimi anni, ha spiegato un comunicato di Moody's.
 
Non si è fatta attendere la risposta del ministro delle Finanze spagnolo Elena Salgado. La valutazione di Moody's sulle banche spagnole è esagerata e l'agenzia di rating dovrebbe riconoscere la solidità del sistema finanziario del Paese, ha denunciato la Salgado in un'intervista televisiva ripresa dalla Bloomberg, aggiungendo che la Spagna non avrà problemi di rifinanziamento il prossimo anno. Che  Moody's non voglia allentare la presa su Madrid è evidente: l'agenzia, dopo aver messo sotto osservazione il rating sovrano della Spagna, ha minacciato il merito di credito delle banche.
 
L'agenzia di rating potrebbe infatti peggiorare il suo giudizio sui depositi e sul debito senior di 30 banche spagnole e dei loro debiti subordinati, oltre a tutte le emissioni di debito garantite dal governo da parte delle banche spagnole e tutti i debiti a lungo termine di Instituto de Credito Official, che beneficia di un incondizionato e irrevocabile garanzia da parte del governo spagnolo. Sotto la lente di ingrandimento dell'agenzia sono finiti i rating sul debito depositi e senior Baa3/P-3 di Caja de Ahorros de Avila e di Caja de Ahorros y Monte de Piedad de Segovia e ha peggiorato la prospettiva di Caja Espana de Inversiones Salamanca y Soria e di Caja de Ahorros de Asturias y Sociedades Dependientes.
 
Tanto attivismo da parte di Moody's deve far riflettere. "La situazione spagnola resta molto complicata in questo momento: si stanno accavallando preoccupazioni non solo sulle finanze pubbliche, ma anche sulla situazione bancaria nel Paese", spiega Silvio Peruzzo, economista zona euro per Royal Bank of Scotland a Finanza.com. "La Spagna si affaccia al 2011 sapendo di dover rifinanziare sui mercati una quantità enorme di debito sia pubblico sia privato - avverte, ricordando che le banche spagnole dovranno emettero circa 80 miliardi di debito sul mercato a cui si uniranno 100 miliardi di euro del governo.
 
"Il mercato si preoccupa che non ci sia appetito per tutto questo". Secondo l'esperto di Royal Bank of Scotland le tensioni che vediamo in questi giorni continueranno a crescere sui buoni del Tesoro e si arriverà un livello a cui questi tassi diventeranno insostenibili. "Prima gli investitori si concentravano sul singolo paese, adesso non è più così: l'effetto contagio riguarda tutta l'Europa. E la Spagna paga per queste dinamiche esterne", osserva ancora l'economista, sottolineando che comunque da qui al 2015 Madrid crescerà solo del 2%. "Si tratta di una drastica riduzione della performance di crescita rispetto al tasso di crescita del 7,5% pre-crisi".   
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