Made in Italy: calzature, appello per chiedere l'indicazione di origine a livello europeo

Inviato da Valeria Panigada il Mar, 11/02/2014 - 13:31
Appello forte al Governo da parte di Assocalzaturifici e di altri settori manifatturieri trainanti dell'export italiano per difendere in sede europea la proposta di regolamento comunitario sulla sicurezza dei prodotti, relativo all'obbligo di indicazione di origine: una misura fondamentale che, a costo zero, potrebbe produrre ricchezza per le imprese italiane e rilanciare i consumi. "La manifattura italiana non può più aspettare - afferma oggi Cleto Sagripanti, presidente Assocalzaturifici - e ha già subito anni di dura prova a causa della concorrenza aggressiva dei paesi emergenti e di una mancata legislazione in Europa, unica tra le principali economie mondiali a non richiedere l'obbligo di indicazione di origine sulle merci che vengono commercializzate al suo interno, con grave danno per chi, come le aziende manifatturiere italiane, ha come risorsa principale l'alta qualità dei suoi prodotti. Chiediamo che questo valore riconosciuto in tutto il mondo sia anche riconoscibile al consumatore finale attraverso un'etichettatura chiara e obbligatoria".
La discussione in merito all'articolo 7 del regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti, che prevede l'indicazione d'origine obbligatoria, si avvia infatti a una fase decisiva in vista delle elezioni del Parlamento europeo a maggio e del semestre di presidenza italiana che si apre a luglio.
Attualmente il settore delle calzature italiano vende al di fuori dei confini nazionali oltre l'80% delle calzature prodotte. L'introduzione di una norma che renda obbligatoria nella Ue l'indicazione di origine per le calzature porterebbe per l'intero settore - secondo le proiezioni di Assocalzaturifici - ad un beneficio misurabile in un incremento del 30% dei livelli produttivi attuali.
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