M&A per proteggersi dai rischi valutari. Possibile nuova impennata in Europa

Inviato da Floriana Liuni il Mer, 13/02/2013 - 15:11


Negli ultimi tre anni il mercato ha sperato in una nuova ondata di operazioni di M&A in Europa. Sebbene non mancassero i pre-requisiti per l'avvio di tale ciclo, cioé asset a buon mercato, basso costo del debito, cash disponibile, il trend, a differenza di quanto avvenuto sull'altra sponda dell'Atlantico, non é decollato a causa dell'assenza di fiducia. Sentiment che é venuto sempre più a mancare con lo spettro di un break-up della zona euro. Ma attualmente, a seguito del calo dei timori sulle sorti del Vecchio Continente grazie all'azione della Bce, sembra scorgersi qualche spiraglio che permette di stimare un nuovo ciclo di M&A in Europa.



Vediamo quali sono, secondo David Finch (Ideas Team - Exane BNP Paribas), i motivi che permetterebbero un ritorno di operazioni di questo tipo.



Fattori a supporto dell'M&A in Europa



o I motivi finanziari



1. Lo stato di salute delle società europee che vantano bilanci robusti e elevata liquidità a disposizione in un contesto in cui il costo del debito é estremamente basso. Il ricorso alle M&A rappresenta lo strumento ideale per raggiungere velocemente l'aumento dei rendimenti societari.



2. L'aumento della fiducia sul mercato, come evidenziato dal maggior numero di operazioni registrato negli ultimi 6 mesi negli Stati Uniti.



3. Le condizioni dei mercati dato che un calo della volatilità riduce i rischi di un'operazione di cambiamento di controllo aumentando, dunque, l'interesse ad implementarla.



o I motivi fondamentali



1. Necessità di avere "un hedge geografico" nei confronti di possibili oscillazioni valutarie acquisendo attività con differente impronta geografica.



2. Basso livello di investimenti da parte delle società che vogliono crescere. Il calo del capex, renderà necessario raggiungere tale obiettivo nel minor tempo possibile, ad esempio acquisendo altre società. 



3. Probabile rialzo dei tassi di interesse con impatto sul legame tra passività dei fondi pensione e i tassi di sconto utilizzati per attualizzare il valore delle pensioni future da pagare. Le modifiche legislative volte a promuovere uno sblocco delle transazioni o rendimenti più alti fungeranno da impulso alle attività di M&A.



Indice Exane M&A Target



Visto quanto sopra, l'Ideas Team di Exane BNP Paribas ha rivisto la composizione dell'indice Exane M&A Target. Creato nell'ottobre 2005, l'indice, basato su un approccio qualitativo esclusivamente bottom-up, é composto da titoli che secondo gli analisti di Exane BNP Paribas potrebbero essere dei target ideali di operazioni di M&A nell'attuale contesto di mercato.

In particolare gli analisti identificano quelle società che appaiono interessanti per i concorrenti e i casi in cui vi sia un compratore potenziale che abbia a disposizione la somma necessaria per portare a termine l'operazione. Questo approccio ci ha permesso di selezionare alcuni dei titoli oggetto di operazioni di M&A negli scorsi anni come Autonomy (+187%), Aegis (126%) e Bulgari (+129%).



Dopo una performance sorprendente nei primi mesi di vita (+46% contro l'Eurostoxx 50 nei primi 18 mesi), la selezione, come era logico attendersi, ha sofferto durante la fase di mercato bear registrata nel biennio 2007 - 2009 per mettere a segno, successivamente, una leggera sovraperformance rispetto al mercato europeo nonostante il contesto non abbia spiccato per operazioni di M&A. Complessivamente, sin dal lancio, l'indice Exane M&A target ha registrato una performance total return del 41% sovra-performando l'Eurostoxx 50 del 32%.



Gli ultimi cambiamenti operati dagli analisti hanno determinato l'ingresso di titoli con una capitalizzazione di mercato circa di 3 miliardi di euro, una caratteristica che indica un'accelerazione del trend di questi ultimi anni piuttosto che un ritorno ad uno scenario di fusioni di società di grandi dimensioni come registrato alla fine degli anni ottanta e nei primi anni del nuovo millennio.

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