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M. Hewson: i paesi emergenti provano a frenare l’apprezzamento delle rispettive valute

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Nel suo Forex Morning Comment, Michael Hewson di CMC Markets rileva come le decisioni assunte ieri dalla Banca centrale giapponese e da quella australiana per indebolire le rispettive valute siano “miseramente fallite”. La Bank of Japan e la Reserve Bank of Australia, rileva Hewson, hanno “solo aumentato negli operatori il convincimento che la Federal Reserve sta per accendere le stampatrici e riprendere il programma di acquisto di asset”.

Il risultato delle iniziative prese dalla BoJ e dalla RBA è stato quello non solo di indebolire il dollaro contro yen (83,050, -0,03%) e dollaro australiano (aud/usd a 0,9757, +0,4%) ma anche di spingere verso nuovi record l’oro (1.346,9 $/oncia) e l’argento (22,92 $/oncia). Vittime dell’indebolimento del biglietto verde, sottolinea Hewson, sono anche le economie emergenti, che basano la loro crescita sull’export e che negli ultimi tempi hanno visto le loro monete apprezzarsi a causa dell’afflusso di capitali esteri, un fenomeno che ha spinto le autorità brasiliane e coreane a mettere in campo misure per provare a contenere la speculazione.

L’analista di CMC rileva che a spingere per un rafforzamento dell’euro (eur/usd a 1,3842 e eur/jpy a 114,97) è la politica della Banca centrale europea, che continua a ridurre la durata dei piani rifinanziamento delle banche; ieri poi la moneta unica ieri ha beneficiato dei dati relativi la fiducia dei direttori degli acquisti del settore servizi in Europa, Gran Bretagna e Stati Uniti, che hanno permesso di incrementare la voglia di asset rischiosi tra gli operatori.