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M. Hewson: le divisioni tra i Paesi membri lasciano l’euro sotto pressione

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L’Ifo sostiene l’andamento della moneta unica. Nonostante il corposo taglio del rating irlandese da parte dell’agenzia Moody’s,che dopo l’avvertimento alla Grecia ha ridotto la valutazione sull’ex tigre celtica di 5 gradini da “Aa2” a “Baa1” con outlook negativo, i dati in arrivo dalla Germania sostengono l’andamento dell’euro.

Per quanto riguarda la prima economia europea, a dicembre l’indice Ifo business climate si è attestato a 109,9 punti. Dopo i 109,3 punti precedenti gli analisti avevano pronosticato un calo a 109. Un’altra notizia positiva per la moneta unica è rappresentata dalla riforma del trattato Ue destinata alla creazione di un meccanismo permanente anticrisi. Non sono stati diffusi dettagli sull’entità dell’intervento, ma secondo indiscrezioni potrebbe risultare in linea con i 750 mld del fondo temporaneo. Secondo Michael Hewson di Cmc Markets “l’euro resta comunque vulnerabile nonostante l’accordo, visto che le divisioni tra i Paesi membri non hanno permesso di trovare un accordo sugli euro-bond”.

L’appetito per il rischio potrebbe beneficiare delle dichiarazioni arrivate da Pechino. Oggi il Governatore della Banca centrale, Zhou Xiaochuan, ha dichiarato che tra le soluzioni destinate al contenimento dell’inflazione l’incremento del tasso di interesse rappresenta un’opzione da utilizzare con “molta prudenza”.

La moneta unica in questo momento quota 1,3274 dollari e 111,53 yen. Hewson rileva come il cross euro/dollaro stia continuando a muoversi tra il supporto 1,3170/80 e quota 1,3470, ritracciamento del 38,2% rispetto al movimento 1,4280/1,2965. Per quanto riguarda gli altri cross il dollaro quota 85,050 yen mentre il cable (gbpusd) quota in calo dello 0,3% a 1,5572.