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M. Hewson: l’incremento del costo del denaro cinese è solo rinviato

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Dopo aver toccato un massimo di seduta a 84,340, il cambio dollaro/yen ha ritracciato i guadagni ed in questo momento scambia in sostanziale parità a 84,010. Nel corso della seduta asiatica gli acquisti di Treasury a 10 anni da parte degli investitori giapponesi, con il rendimento dei bond salito al 3,3%, avevano sostenuto l’andamento del biglietto verde contro la divisa nipponica.

Sempre per quanto riguarda l’Asia, gli investitori hanno dimostrato di gradire la decisione cinese di non alzare il costo del denaro. Nonostante l’inflazione ai massimi da 28 mesi al 5,1%, le autorità di Pechino hanno fatto capire che per ora non interverranno sui tassi. Secondo Michael Hewson di Cmc Markets nonostante “la Cina in questo momento non voglia attrarre nuovi capitali, un nuovo incremento del costo del denaro è solo questione di tempo”.

Intanto sale tra gli investitori la voglia di asset rischiosi, un movimento che sostiene l’avanzata della moneta unica, che quota 1,3275 dollari e 111,51 yen. Oggi gli analisti Moody’s hanno annunciato di aver confermato l’outlook negativo sul sistema bancario iberico, in quanto il livello di “capitalizzazione, la redditività e il loro accesso al mercato del finanziamento resteranno deboli” nei prossimi mesi.