M. Hewson: i dati macro statunitensi alla base della risalita dell’euro

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Michael Hewson, analista di Cmc Markets, nel suo report rileva come l’attuale risalita della moneta unica sia maggiormente attribuibile alle debolezza del biglietto verde che alla forza dell’euro; il dollaro nelle ultime due settimane ha dovuto pagar pegno alle indicazioni peggiori delle attese arrivate dal fronte macro, indicazioni che hanno rilanciato negli investitori la paura di tassi ai minimi storici ancora per parecchio tempo per contrastare il pericolo di una ricaduta dell’economia.

In Europa l’attenzione degli operatori resta incentrata sugli stress-test ed in particolare sull’entità delle svalutazioni dei titoli di stato periferici utilizzata all’interno delle prove. Nel Vecchio continente continua a destare preoccupazione anche la capacità di alcune economie di riuscire a rastrellare fondi sul mercato.

Per quanto riguarda la Gran Bretagna, il Pil del primo trimestre, in linea con i pronostici, è stato confermato in risalita dello 0,3% congiunturale; questa settimana, sottolinea Hewson, potrebbe essere cruciale per il destino della sterlina, che in caso di nuove indicazioni deludenti (dopo quelle della settimana scorsa, prezzi alla produzione in primis) dai dati macroeconomici, sarebbe ulteriormente penalizzata. Intanto l’instabilità politica in Giappone nel week-end ha spinto al ribasso lo yen; a questo punto le misure destinate a ridurre il deficit pubblico, tanto impopolari quanto necessarie, potrebbero essere, rileva Hewson, a forte rischio.

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