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Piccoli azionisti: tre alternative in vista della chiusura della fusione EssilorLuxottica

QUOTAZIONI Luxottica Group
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Manca poco più di una settimana alla chiusura dell’Offerta Pubblica di Scambio di azioni Luxottica in azioni EssilorLuxottica. Si tratta della maggior operazione di Offerta Pubblica sul mercato italiano (la più grande risale al 2015 ed è quella di Marco Polo su Pirelli che ha portato al delisting) e, anche in questo caso, l’offerta è finalizzata al delisting della società Luxottica dalla Borsa Italiana, rimanendo EssilorLuxottica quotata alla Borsa Euronext di Parigi.

Con EssilorLuxottica nasce il primo player mondiale integrato sull’intera filiera dell’eyecare e dell’eyewear, tra lenti e montature, distribuzione wholesale e retail ed e-commerce. L’obiettivo dell’operazione è quello di creare il più grande gruppo al mondo dell’ottica, specializzato nella progettazione, produzione e distribuzione di lenti oftalmiche, realizzate da Essilor, e occhiali da vista e da sole, ideati da Luxottica.

 

Azionisti di fronte a tre possibili scelte

Ma passiamo a definire cosa operativamente può fare il possessore di azioni Luxottica che si trova di fronte a tre alternative possibili.

La prima è quella di vendere il titolo sul mercato di Borsa Italiana ma non l’alternativa migliore se l’azionista detiene da poco tempo le azioni in portafoglio.

Nel caso in cui l’investitore retail avesse acquistato le azioni Luxottica il mese prima dell’annuncio dell’operazione, che risale al 13 gennaio 2017, porterebbe a casa una plusvalenza di circa l’11% (in base alle quotazioni della scorsa settimana poco sotto quota 55 euro).

Il guadagno per l’azionista aumenta se le avesse acquistate nel periodo di sei mesi prima dell’annuncio. La plusvalenza sarebbe infatti di circa il 20% e si incrementa man mano che si dilata l’arco temporale di possesso del titolo.

Diverso, invece, l’approccio nel caso in cui le azioni Luxottica fossero state acquistate dopo l’annuncio dell’operazione, ovvero dopo il 13 gennaio 2017. In questa situazione, il prezzo del titolo risulta sostanzialmente legato a un valore di concambio, quindi si suppone che l’azionista voglia concambiare ogni titolo Luxottica con 0,4613 titoli EssilorLuxottica, quotati e liberamente disponibili sul mercato Euronext.

 

Così facendo l’investitore prende parte al progetto imprenditoriale post aggregazione delle due realtà, incassando eventuali dividendi, oltre alla scommessa sulla valorizzazione del nuovo gruppo che si contraddistingue per ricavi pro forma 2017 di oltre 16 miliardi, un reddito operativo e un utile netto pro forma rispettivamente da oltre di 1,6 e 1,2 miliardi. Il Nord America si conferma il primo mercato di riferimento del nuovo colosso, vista l’alta incidenza del fatturato realizzato in tale area da parte di entrambe le società (46% per Essilor e 57% per Luxottica).

In termini di conto economico, la combinazione delle due gestioni dovrebbe realizzare nel medio periodo sinergie annue nette a livello di Ebit tra i 420 e 600 milioni, mentre nel lungo termine dovrebbero verificarsi effetti benefici anche sul fatturato. Una dinamica che dovrebbe beneficiare di maggiori ricavi per 200-300 milioni, derivanti dalla capacità di EssilorLuxottica di sviluppare nuovi prodotti.

Resta da spiegare l’ultima e potenzialmente meno interessante alternativa, cioè mantenere i titoli anche dopo il prossimo 28 novembre. Una possibilità che rischia di essere involontariamente seguita dal piccolo azionista in assenza di stimoli, informazione e attività proattiva. Infatti, l’offerente ha dichiarato l’obiettivo di delisting di Luxottica e il titolo finirebbe per non essere più quotato e difficilmente liquidabile in futuro.

 

Adesioni al 19,15%

Dall’inizio dell’offerta (il 29 ottobre scorso) sono state presentate complessivamente 35.045.513 adesioni, pari al 19,15% delle eventuali massime 176.276.154 azioni ordinarie oggetto dell’Opa. I titoli Luxottica acquistati sul mercato nei giorni 27 e 28 novembre non potranno essere apportati in adesione all’offerta.