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Luxottica e Buzzi stemperano le pressioni su Piazza Affari, penalizzate le banche

QUOTAZIONI Banco Bpm
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Piazza Affari ha segnato il passo rispetto alle altre piazze europee. Il listino azionario italiano soffre da un lato le incertezze legate al referendum costituzionale e dall’altro le difficoltà legate alla debolezza patrimoniale che caratterizza il comparto creditizio tricolore.

In questo quadro, l’indice FTSE Mib ha chiuso sul filo della parità a 16.555,31 punti, mentre i listini di Madrid, Parigi e Francoforte hanno terminato le negoziazioni in territorio positivo.

Fra le banche del Belpaese ancora una seduta da dimenticare per Banco Popolare, le cui azioni hanno perso il 5,64% scivolando a ridosso dei 2,03 euro, e per Bpm, -5,04% a 0,32 euro. Ma è UniCredit ad esser stato il vero catalizzatore d’interesse della seduta. Basti pensare che il volume giornaliero dei pezzi scambiati è stato pari a circa 119,6 milioni contro una media degli ultimi 30 giorni di 82,9 milioni di pezzi. Ad accendere la miccia delle vendite sono state le indiscrezioni riportate stamattina dal Sole24 Ore, secondo le quali la banca guidata da Jean Pierre Mustier starebbe pianificando maxi-accantonamenti per circa 7-8 miliardi di euro che servirebbero per aumentare il coverage degli Npl dall’attuale 62% al 77%. Al termine delle contrattazioni le azioni della banca hanno chiuso con un ribasso del 4,75%, sul filo dei 2 euro.

A mantenere vive le quotazioni del principale indice italiano è stato il comparto industriale, nel quale si annoverano gli importanti movimenti di Luxottica, +3,68% a 49,25 euro, Buzzi, +3,27% a 20,5 euro. Ben comprata Prysmian, che ha guadagnato l’1,10% a 22,81 euro sfruttando la promozione da parte di JP Morgan. La banca d’affari ha alzato il target price a 27 euro ritenendo che l’azienda milanese gode di un significativo sconto sui multipli rispetto ai principali peers e potrebbe beneficiare di un re-rating nel medio lungo termine.