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Lusso: Moncler scatta in Borsa e riavvicina i massimi storici, LVMH inciampa a Parigi

Crescita a doppia cifra per Moncler anche nel secondo trimestre dell’anno. Il titolo balza in Borsa e segna un +34% da inizio anno. Male la big LVMH

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Quattordicesimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra per Moncler. Dalla quotazione a fine 2013 percorso netto per il gruppo di piumini a livello di crescita dimensionale del gruppo, accompagnata anche da performance positive in Borsa. Quest’anno il titolo segna un +34% e oggi sale del 4,7% a 22,29 euro dopo la diffusione dei conti trimestrali. Non lontani i massimi storici toccati ad aprile a quota 23,51.

Nel secondo trimestre del 2017, il fatturato del gruppo dei piumini è cresciuto di un ulteriore 20%. “Il fatturato del Gruppo è cresciuto di un ulteriore 20%, con il positivo contributo di tutte le regions e di tutti i canali”, rimarca Remo Ruffini, presidente e amministratore Delegato di Moncler. Considerando i primi sei mesi dell’anno i ricavi consolidati sono saliti del 18% a 407,6 milioni, mentre l’utile netto ha segnato un +25% a 41,8 milioni.

Il CdA ha approvato l’estensione della durata della joint venture giapponese Moncler Japan Corp. per altri 5 anni (fino al 31 dicembre 2023) con un graduale riacquisto della quota di minoranza da parte della suddetta società.

Conti oltre le attese in un trimestre tradizionalmente debole 

Conti ben accolti dal mercato e gli analisti di Goldman Sachs hanno anche alzato il prezzo obiettivo su Moncler da 25 a 25,6 euro confermando la raccomandazione buy. I conti del secondo trimestre risultano il 5% sopra le attese di consensus in un trimestre tradizionalmente poco proficuo per un gruppo che è principalmente focalizzato sull’abbigliamento invernale.

LVMH non convince nonostante +24% dei profitti

Ieri sera è stato anche il turno di LVMH. Il leader globale nel settore del lusso ha riportato nel rimo semestre del 2017 una crescita del 15% dei ricavi a 19,7 miliardi di euro. La crescita organica è stata del 12%. L’utile netto è balzato del 24% a 2,12 miliardi di euro con il ritmo di crescita più alto dal 2011. Debole però la reazione del mercato con il titolo LVMH che cede l’1,67% a Parigi.