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Lunedì nero per le Borse, spread Btp/Bund a un passo dal record

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Titoli di Stato e Borse sotto pressione nella prima seduta di una settimana che si preannuncia decisiva per le sorti dell’euro.


A Piazza Affari l’indice Ftse Mib è arrivato a perdere il 4% in area 13.400 punti prima di reagire poco dopo le 14.00 in scia alla notizie di un aumento dei titoli di Stato comprati dalla Bce e di nuove emissioni di titoli da parte del fondo salva-Stati Efsf.   

E’ infatti risultato in crescita il valore dei bond governativi dell’Eurozona acquistati sul mercato secondario dalla Banca centrale europea. E questo nonostante i timori che l’ala tedesca della Bce potesse aver indotto l’Eurotower a rivedere almeno in parte la propria politica. Nella settimana conclusa il 9 settembre l’istituto centrale ha provveduto all’acquisto di titoli per un valore di 13,96 miliardi di euro, contro i 13,305 miliardi della settimana precedente. Il piano, conosciuto con l’acronimo di Smp, è stato introdotto a partire dallo scorso 8 agosto e con gli acquisti dell’ultima settimana la Bce ha effettuato operazioni per un valore complessivo di circa 70 miliardi di euro.


In Borsa stanno pesando soprattutto i titoli bancari, travolti dall’ondata di vendite partita da Parigi, dove a essere sotto scacco sono i titoli Société Générale, BNP Paribas e Credit Agricole, tutti in calo di oltre il 10% dopo che l’agenzia Bloomberg ha lanciato indiscrezioni di un prossimo taglio del rating dei 3 istituti da parte di Moody’s. A Milano sono state sospese per eccesso di volatilità: Unicredit, Mediolanum, Fondiaria, Mps e Azimut


Contemporaneamente la percezione del rischio Italia da parte dei mercati finanziari si è approssimata ai massimi storici. Non si ferma infatti il processo di allargamento del differenziale di rendimento tra Btp decennale e Bund tedeschi di pari scadenza. Lo spread si è avvicinato ai livelli record toccati a inizio agosto a 389 punti base. Lo spread ha toccati i 381 punti base, in rialzo di 18 punti dai 363 punti base di venerdì. A livello percentuale si tratta di un allargamento di poco inferiore al 5 per cento. Anche i cds, le polizze di assicurazione sul rischio di default, indicano un aumento del rischio Italia, con il cds sulla Repubblica italiana salito fino a 505 punti, nuovo massimo storico.